Articolo realizzato con la collaborazione di Angelo Ferraro

Esistono luoghi bellissimi ma ancora poco conosciuti, posti dove si vive con un passo diverso. san biase di ceraso è uno di questi. per chi si stesse chiedendo dove si trovi questo paesino, dove le tradizioni esistono e resistono e non volesse affidarsi a mezzi digitali, provate ad immaginarlo chiudendo gli occhi per un minuto. solo così potrete immergetevi in profumi, suoni e sapori che solo il Cilento sa regalare.

Oggi vorrei raccontarvi di una storia che prosegue da 22 anni e, si ripete, per non perdere la memoria storica legata ad un prodotto tanto semplice quanto essenziale: il pane. la festa del pane è l’occasione per un piccolo borgo di animarsi, coinvolgendo le persone del luogo che si prodigano oltremodo per la sua attuazione provando a migliorarsi di anno in anno.

L’obiettivo di questi eventi va di pari passo alla volontà degli autoctoni di dire: qui, il pane lo facciamo ancora in casa. dietro questo gesto semplice, che coniuga tecnica e manualità mescolando acqua con lievito e farina, si cela la storia di un popolo che vuole essere presente e fare in modo che certe sane abitudini non vadano perse. i tempi sono cambiati, sono cambiate anche le persone ma non il modo in cui il pane viene proposto agli avventori della festa. come detto, il pane è l’essenziale, l’anima dell’evento. eppure la festa del pane non è solo pane. il pane riempie, così come l’anima ci riempie, ma se non ci fossero i contorni forse anche la più bella delle anime perderebbe un pizzico di lustro. personalmente il companatico che amo maggiormente di queste terre è la melanzana, sarà forse perché il sole a queste latitudini offre maggiore cura e calore. ma se questo contorno non dovesse essere di vostro gusto, sono certo che troverete qualcos’altro che vi piace nei tanti stand che animeranno le vie del paese. è difficile spiegare dei sapori, specialmente se autentici e magari mai provati.

Ancora più difficile è descrivere gli odori. eppure, sono certo che tutti abbiate in mente l’odore del pane fresco che si può apprezzare passeggiando dinanzi ad un panificio alle prime ore del mattino. respirate, questo è l’odore di san biase durante il fine settimana della festa. il vociare dei partecipanti coinvolge l’udito. vecchi amici che ritornano per le ferie estive si incontrano e si raccontano. poi però, col fresco della sera, i suoni della tradizione popolare trovano lo spazio che meritano. così, le tammorre battono il tempo della spensieratezza coinvolgendo le persone ed invitandole a muovere i corpi danzando liberamente. l’anima si appaga, il corpo si rilassa. la festa del pane non è una semplice sagra ma un appuntamento che coniuga tradizione e futuro incorniciando un momento che Luciano De Crescenzo in 32 dicembre definiva in acciuffabile: il presente. quindi, se il 23 e 24 agosto non avete preso impegni, potreste valutare l’opzione di vivere un evento unico del suo genere. avrei potuto elencarvi tutte le scelte enogastronomiche che verranno proposte così come i nomi dei gruppi che si esibiranno sul palco di San Biase ma, nel 2025, basta cercare su google. ciò che i social fanno fatica a raccontare sono le emozioni, spero di avervene suscitato qualcuna. spero di incontrarvi lì, brindare con un bicchiere di vino scambiandoci qualche aneddoto di vita. perché si sa che il pane, spezzato, è condivisione. la condivisione è memoria, fatta di storie e tradizioni. è il cerchio della vita che si chiude e si ripete ma mai perde la sua centralità: la vita. e il pane è vita, e la vita va presa a morsi, va assaporata. un po’ come si assaporava quel pezzo di pane staccato con le mani dalla nonna, che te lo offriva asciutto ed essenziale, in ogni momento della giornata come segno di amore e nutrimento.

Andrea Criscuolo

Andrea Criscuolo

Nato a Salerno il 3/3/68 avvocato giuslavorista dal 1995 e giornalista pubblicista sportivo ma con la passione per la enogastronomia

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