Festa a Vico 2026: la grande cucina italiana si espande in Costiera tra UNESCO e solidarietà

È stata presentata ieri l’edizione 2026 di Festa a Vico, uno degli appuntamenti gastronomici più attesi d’Italia. Abbiamo posto allo chef Gennaro Esposito la domanda delle domande: quanto è cambiata Festa a Vico in questi anni?

Se all’inizio della sua storia è stata la prima manifestazione del genere, oggi sul territorio nazionale si contano diversi simposi, convention ed eventi pronti a farle concorrenza. Tuttavia, eguagliare la gran festa della cucina italiana – che quest’anno, dal 14 al 17 giugno prossimi, celebra anche il suo riconoscimento da parte dell’UNESCO – non è assolutamente facile. Il merito va a un format collaudato, a una personalità estremamente benvoluta da pubblico e colleghi e a un setting spettacolare come la Costiera Sorrentina. Festa a Vico conserva un’energia speciale e coinvolgente.

La novità del 2026: l’evento diventa diffuso

Con l’edizione 2026 viene annunciato un importante cambio di passo: la manifestazione supera i confini di Vico Equense e approda a Sorrento, trasformandosi in un evento diffuso che coinvolge l’intera Costiera. Una scelta che interpreta concretamente il concetto di “Gusto in Movimento”, scelto come claim di quest’anno.

Festa a Vico Chef Gennaro Esposito

Gennarino Esposito non esita a rispondere alle curiosità sul cambiamento:

“In effetti, posso dire che Festa a Vico non è mai cambiata.”

Era il 2000 quando nacque l’idea di una festa che facesse di Vico Equense un grande palcoscenico. Con il successo dello chef due stelle della Torre del Saracino, il concept è esploso fino a diventare l’evento internazionale che conosciamo oggi: una festa che si alimenta dei rapporti professionali e amicali fra i più grandi chef al mondo, capace di far battere il cuore del pubblico per il palpabile senso di convivialità.

Decine di chef stellati lavoreranno fianco a fianco davanti e insieme al pubblico, conquistando la strada con una grande cucina inclusiva. In questo modo si infrangono, anno dopo anno, le barriere e le distanze caratteristiche del fine dining, avvicinando la figura dello chef a quella di un uomo che di professione cucina e si diverte a farlo.

Gli obiettivi: identità, territorio e solidarietà

Oggi Festa a Vico è il racconto della Costiera, dell’identità, dell’alta cucina e della migliore ospitalità campana. Parallelamente, la kermesse ha affinato la sua missione benefica, come spiegato dallo stesso chef Esposito ai microfoni di Foodmakers:

“Come il titolo spiega, Festa a Vico vuole mettere sempre di più a fuoco le priorità che per noi sono fondamentali: sicuramente la cucina in quanto tale, il senso della cucina, la realtà della grande squadra dei cuochi italiani e la solidarietà. Perché al centro di tutto c’è proprio questa, come nostro obiettivo principale.”

Lo chef ritiene inoltre indispensabile “riuscire a gratificare il generoso pubblico che sostiene le Onlus attraverso l’acquisto di queste esperienze formidabili, tra cui, quest’anno, spiccano le trattorie”.

L’omaggio alle trattorie tradizionali e il merito UNESCO

L’edizione 2026 vuole essere un vero e proprio omaggio agli esercizi tradizionali. Secondo Esposito, le trattorie rappresentano:

“…uno spaccato meraviglioso fatto di custodi della tradizione. Una fonte di continua ispirazione, una lezione di cucina che ha fatto grande la generazione di cuochi italiani e ha contribuito a portare la cucina italiana al prestigioso riconoscimento UNESCO che quest’anno, in buona parte, festeggiamo qui a Festa a Vico, prendendoci anche un pezzettino di quello che ne è il merito.”

Il programma delle quattro giornate

La grande festa sarà dedicata al tema “Intelligenza nelle mani, conoscenza nel piatto”, un concetto che evoca le storiche intuizioni di Giovanni Keplero.

Il calendario degli appuntamenti principali prevede:

  • Domenica 14 giugno: Il viaggio inizierà nella cornice della Torre del Saracino con il tradizionale evento di apertura “Welcome to Festa a Vico”.
  • Mercoledì 17 giugno: Il culmine della manifestazione si sposterà a Sorrento, nella spettacolare cornice del Belvedere Syrene.
  • Serata conclusiva: L’evento si chiuderà con la prestigiosa “Cena delle Stelle”, che riunirà alcuni dei più importanti interpreti della gastronomia contemporanea.

I grandi nomi della ristorazione italiana

Negli anni sono passati da Festa a Vico ospiti straordinari dello scenario culinario nazionale e internazionale. Bruno Barbieri, Antonino Cannavacciuolo, Nino Di Costanzo, Pino Cuttaia, Massimo Bottura, Francesco Sposito, Giancarlo Perbellini, Franco Pepe, Alessandro Negrini e Fabio Pisani, sono solo alcuni degli chef e ospiti straordinari che hanno partecipato in questi anni

Le loro partecipazioni testimoniano nel tempo l’impegno solidale della categoria. Anche per il 2026, l’intero ricavato dell’evento sarà destinato a progetti benefici, confermando che la grande cucina trova il suo significato più profondo quando diventa uno strumento di condivisione, responsabilità e attenzione verso il prossimo.

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Monica Piscitelli

Monica Piscitelli

Giornalista e autrice specializzata nel settore enogastronomico. È strategist nella comunicazione di settore.

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