Fabio Ciano: l’Ambasciatore che ha fatto grande la Parigina

Hai presente quel profumo di pasta sfoglia appena sfornata che ti rapisce mentre cammini per le strade di Napoli?. Ecco, Fabio Ciano ha preso quel profumo, quel ricordo d’infanzia, e lo ha trasformato in un biglietto per l’alta cucina internazionale. Il 23 marzo 2026, durante il convegno Futura a Trieste, Fabio è stato ufficialmente nominato Ambasciatore del Gusto. Non è solo un titolo: è il riconoscimento di una vita passata tra farina, burro e una promessa fatta a se stesso.

La magia tra le mani: chi è il “Gigante Buono”

Classe 1988, Fabio Ciano è cresciuto respirando l’aria della pasticceria di famiglia. Ma la sua non è stata una strada tutta in discesa. Dietro il suo sorriso c’è la storia di un bambino che ha perso la mamma troppo presto e che cercava nel cibo un modo per sentirsi a casa.

  • L’imprinting: A otto anni resta incantato dai gesti lenti e precisi dei pasticceri.
  • Il rito della domenica: I momenti più belli con il papà erano quelli passati a mangiare una parigina calda davanti alle giostre.
  • La visione: Mentre tutti vedevano nella parigina un prodotto di serie B, lui vedeva una “piccola alchimia” da elevare.

E così, contro il parere di molti, ha deciso di scommettere tutto su quella mattonella farcita. Perché a volte, per arrivare lontano, devi solo guardare con occhi nuovi quello che hai sempre avuto sotto il naso.

Cianò: dove la tradizione incontra la tecnica

Nel 2019 nasce “Cianò Parigine” a Pomigliano d’Arco. Il nome? È il modo affettuoso con cui lo chiamano gli amici. Ma non farti ingannare dalla semplicità del nome, perché dietro ogni morso c’è uno studio quasi maniacale.

Fabio ha portato gli attrezzi della pasticceria nel mondo della rosticceria. Usa teglie forate per garantire che la base sia sempre asciutta e croccante, evitando quell’effetto “molliccio” che spesso rovina lo street food di scarsa qualità.

Caratteristica La Parigina di Fabio Ciano La Parigina comune
Base Impasto lievitato a regola d’arte Spesso gommosa o precotta
Copertura Pasta sfoglia artigianale croccante Spesso unta o pesante
Cottura Uniforme grazie a teglie forate Irregolare
Ingredienti Selezionati e legati al territorio Standard industriali

Un menù che parla napoletano

Ma cosa si mangia da Cianò? Certo, c’è la versione classica con pomodoro, prosciutto cotto e provola. Ma Fabio è andato oltre, creando dei veri e propri piatti cucinati dentro la sfoglia.

Pensa alla variante con la Genovese, quel ragù di cipolle che cuoce per ore, o alla combinazione immortale di salsiccia e friarielli. E per chi vuole qualcosa di diverso, è nato il Cianotto: una versione rotonda e compatta, perfetta da mangiare mentre cammini senza sporcarti neanche un dito.

E se non sei vicino a Pomigliano? Nessun problema. Fabio ha pensato anche a te: la sua parigina viene abbattuta, confezionata sottovuoto e spedita tramite e-commerce in tutta Italia. Basta passarla un attimo in forno e la magia si ripete a casa tua.

P’ ‘a Regina: il mistero delle origini

Ma da dove arriva questo rustico così amato? La leggenda vuole che il nome derivi da “p’ ‘a regina” (per la regina), riferendosi a Maria Carolina d’Asburgo. Altri dicono che sia l’eredità dei “Monsù”, i cuochi francesi che lavoravano alla corte dei Borbone e che hanno portato a Napoli la pasta sfoglia.

La versione moderna, però, quella che ci fa impazzire oggi, sembra essere nata negli anni ’70 in una rosticceria di Afragola. Fabio Ciano ha preso questo pezzo di storia contemporanea e l’ha portata nell’Olimpo della gastronomia, accanto a nomi come Carlo Cracco e Enrico Cerea.

Informazioni Utili per il tuo prossimo viaggio di gusto

  • Dove trovarlo: Via Roma, 166, Pomigliano D’Arco (NA).
  • Orari: Dal martedì alla domenica, dalle 19:00 alle 02:00.
  • Contatti: www.cianoparigine.it.

Ma ricorda, il lunedì Fabio riposa, quindi organizza bene la tua voglia di sfoglia.

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