Una storia di coraggio nel cuore del Cilento
Nel borgo di Licusati, nel cuore incontaminato del Parco Nazionale del Cilento, prende vita la storia di DonnaClara, un’azienda agricola che è molto più di una cantina: è il risultato di un amore profondo per la terra, di un ritorno alle origini e di una sfida quotidiana alle difficoltà di un territorio complesso.

Alla guida c’è Luca Fiore, uomo dal percorso insolito, che ha lasciato la carriera nella grafica pubblicitaria a Milano per dedicarsi alla viticoltura e all’olivicoltura in una delle aree più affascinanti ma difficili d’Italia. La sua avventura è fatta di scelte coraggiose, lavoro manuale, resilienza e un desiderio costante di dimostrare che anche dove “non c’è niente” si può costruire un futuro ricco di valore.
Licusati e il territorio del Cilento: un contesto unico
Licusati è una frazione di Camerota, in provincia di Salerno, situata nel Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano,è un piccolo centro immerso nel verde, tra colline, uliveti e vigne che guardano verso il mare. Il Cilento, riconosciuto dall’UNESCO, è famoso per la sua bellezza paesaggistica, la biodiversità e le tradizioni agricole millenarie.
Ma questa terra nasconde anche grandi sfide: la morfologia accidentata, la mancanza di infrastrutture e la scarsa presenza di servizi essenziali rendono l’agricoltura un’attività complessa. Qui, coltivare non significa solo produrre, ma resistere.
Le origini di DonnaClara: il sogno di un ginecologo viticoltore
La storia di DonnaClara comincia con il suocero di Luca, Orazio Parlati un ginecologo originario di Licusati che, dopo anni di lavoro tra Formia e Gaeta, sente il richiamo della sua terra natale. In lui si risveglia un desiderio profondo di tornare alle radici e coltivare la vite.
Possedeva già un ettaro di terreno ereditato dalla famiglia, custode di una tradizione agricola antica. Decide quindi di impiantare un vigneto in collina, a oltre 400 metri di altitudine: un luogo ideale per la qualità dell’uva, ma difficile da gestire per via delle pendenze e delle condizioni ambientali. Insieme con i figli Vincenzo e Chiara ha dato vita all’azienda.
Dal richiamo genetico alle vigne di montagna
Il vigneto nasce su terreni calcarei e argillosi, con esposizione ottimale e un microclima unico. Tuttavia, le difficoltà logistiche sono enormi: strade strette, pendenze ripide, assenza di acqua corrente e di elettricità. La scelta di coltivare in queste condizioni non è comune, ma nasce da un legame emotivo fortissimo con il territorio.

L’arrivo di Luca Fiore: quando la grafica incontra l’agricoltura
Luca, all’epoca grafico pubblicitario a Milano, non aveva alcuna esperienza agricola. La svolta arrivò quando la moglie Chiara, gli chiese di entrare nell’azienda di famiglia. Accettò, portando con sé competenze in marketing e design, applicate anche alla creazione delle etichette dei vini.
La sua decisione segnò un punto di svolta per DonnaClara, introducendo nuove idee e un approccio comunicativo moderno necessario per far conoscere la realtà locale anche fuori regione.
Un anno di auto-apprendimento: il percorso formativo di Luca
Senza un background agricolo, Luca trascorse un anno a studiare: visitò cantine rinomate, partecipò a degustazioni tecniche, lesse manuali e si confrontò con produttori esperti. Non fu semplice: dovette conquistarsi il rispetto di operai abituati a pratiche tradizionali e dimostrare che la sua formazione poteva essere un valore aggiunto.
La sua capacità di apprendere rapidamente e la volontà di sperimentare gli consentirono di colmare il divario conoscitivo e introdurre miglioramenti organizzativi e comunicativi.

Agricoltura eroica: cosa significa davvero
Coltivare in Cilento, soprattutto in aree collinari, è un esempio di agricoltura eroica: lavorazioni manuali, trasporti difficili, rese limitate ma prodotti di qualità eccellente. Ogni filare richiede cura costante: potatura, legatura e vendemmia sono fatte a mano. Qui la fatica non è un ostacolo, ma una parte integrante del processo produttivo, che conferisce al vino e all’olio un valore unico e riconoscibile.
Le sfide logistiche: acqua, energia e terreni in pendenza
A DonnaClara non ci sono collegamenti alla rete idrica o elettrica. L’acqua viene raccolta dalle piogge e conservata in silos. L’elettricità arriva da generatori portatili, usati solo quando necessario per contenere i costi e l’impatto ambientale.
Le pendenze impediscono l’uso di macchinari pesanti: tutto si fa a mano, dalla potatura alla raccolta. Il lavoro è lento e faticoso, ma permette di controllare la qualità in ogni passaggio.
La minaccia dei cinghiali: un problema sempre più grave
Tra i problemi più duri da gestire ci sono i cinghiali, animali che possono distruggere filari e piante intere. Alcuni esemplari, arrivati anche dall’est Europa, sono particolarmente aggressivi. Proteggere il raccolto è una battaglia continua: recinzioni, sorveglianza e interventi mirati sono necessari per limitare i danni.
Il rapporto con la comunità locale: mentalità e opportunità
Luca è convinto che il Cilento custodisca un enorme potenziale, ma spesso i suoi abitanti non lo vedono. Molti considerano il territorio povero di opportunità, senza rendersi conto del suo valore culturale, paesaggistico e agricolo. Cambiare questa percezione richiede tempo, esempi concreti e iniziative inclusive.
Progetti culturali: dai murales storici alle iniziative con le scuole

Convinto che la cultura sia una leva per lo sviluppo, Luca ha proposto progetti per valorizzare spazi pubblici, come un grande murale a tema storico da realizzare con gli studenti. L’idea non ha sempre ricevuto il sostegno previsto, ma resta un esempio di come arte e educazione possano rinsaldare l’identità locale.

Ospitalità rurale: accogliere camperisti e viaggiatori slow
Tra le iniziative più riuscite c’è l’apertura gratuita degli spazi aziendali a camperisti, van e campeggiatori: aree picnic, servizi igienici e spazi di sosta messi a disposizione per favorire un turismo lento e autentico.

Questa accoglienza crea scambi reali fra visitatori e comunità, valorizzando il territorio in modo sostenibile.
Produzione vitivinicola: 15.000 bottiglie e sei etichette

DonnaClara produce oggi circa 15.000 bottiglie all’anno, suddivise in sei etichette. Parte dell’uva viene venduta a terzi a causa della capacità limitata di vinificazione. La strategia commerciale privilegia la vendita diretta e le degustazioni in azienda, dove il visitatore può comprendere la filosofia produttiva e apprezzare il lavoro manuale dietro ogni bottiglia.
L’olio Pisciottana: un’eccellenza cilentana da preservare

Oltre al vino, DonnaClara coltiva oltre 15 ettari di uliveti, con piante soprattutto della varietà Pisciottana, tipica della costa cilentana. La raccolta e la lavorazione sono in gran parte manuali, per preservare caratteristiche organolettiche e autenticità: un olio che racconta il territorio.
Strategia commerciale: qualità, degustazioni e vendita diretta
La filosofia commerciale è chiara: puntare sulla qualità, non sulla competizione di prezzo.

Le degustazioni, le visite e la narrazione del processo produttivo permettono al cliente di “comprare la storia” oltre al prodotto, creando fidelizzazione e valore aggiunto.
La gestione familiare: visione e pragmatismo
Nella gestione aziendale, Luca porta la visione strategica e la comunicazione; la moglie aggiunge pragmatismo e gestione quotidiana. La coppia vive tra Milano e Licusati per bilanciare esigenze di mercato e cura dell’azienda, con l’obiettivo di trasmettere ai figli un progetto solido e di valore.
Sfide future e obiettivi di crescita sostenibile
Gli obiettivi futuri includono aumentare la capacità di vinificazione, ampliare l’offerta per l’enoturismo e rafforzare la presenza sui mercati, sempre mantenendo un approccio sostenibile. Sviluppare servizi e collaborazioni locali potrebbe aiutare a dare slancio al territorio senza comprometterne l’identità.
Il sogno di Luca
Luca vuole unire la sua passione per l’arte con quella per il vino e realizzare un luogo dove le due cose possono coesistere e anzi crescere insieme, il progetto è ambizioso a partire dal nome: La Cantina Sistina

Trasformare il “niente” in ricchezza
La storia di DonnaClara dimostra che la passione e la visione possono trasformare ostacoli in opportunità. Come dice Luca: “Il niente può essere comunque una ricchezza, se viene contestualizzata”. In Cilento, tra viti e ulivi, questa filosofia si traduce ogni giorno in lavoro, amore per la terra e progetti concreti che guardano al futuro.
