Divinea, startup innovativa nata da due giovani ingegneri appassionati di vino, Matteo Ranghetti  e Filippo Galanti, tramite il proprio portale online propone esperienze ed eventi organizzati da alcune eccellenze enologiche italiane.

Divinea: il portale online delle eccellenze enologiche, dove si possono prenotare una serie di esperienze da condividere anche con gli amici o la famiglia.

Navigare sul sito è molto semplice…….abbiamo intervistato Filippo Galanti co-founder insieme a Matteo Righetti!!!

 

Ciao Filippo, come nasce Divinea?

L’idea nasce da me e Matteo, siamo due ingeneri che per lavoro abbiamo viaggiato spesso. Abbiamo notato come le cantine in molte zone vitivinicole del mondo, dalla Napa Valley,al Sudafrica, dal Cile al Brasile, fossero organizzate per l’ospitalità e per valorizzare al massimo l’aspetto enogastronomico. Tornavamo in Italia ed invece vedevamo com’era complesso trovare una cantina, prenotare ed organizzare un tour. Quindi prima di partire abbiamo sondato il terreno andando in giro per cantine ed abbiamo capito che erano lasciate un po’ a se stesse e non avevano un “presenza” digitale. Quindi durante il Vinitaly dello scorso anno abbiamo presentato la nostra idea che ha riscosso da subito un ottimo riscontro. A maggio del 2019 abbiamo creato una start-up innovativa ed a settembre siamo partiti con il sito che è quello attualmente visibile, ma che a brevissimo cambierà e verrà rinnovato. Nel giro di sei mesi siamo divenuti il principale portale enogastronomico.

Che cos’è Divinea?

Possiamo dire che è un format nuovo dell’enoturismo, che va al di la della classica degustazione, infatti ci sono attività che prevedono pernottamento, attività in cui il vino diviene un pretesto per fare altre cose, infatti ci sono attività rivolte agli sportivi, infatti c’è il trekking, la passeggiata a cavallo il giro in bici, ma ci sono anche attività rivolte alla cura del corpo come lo yoga, la spa o addirittura il bagno nel vino. Ma le attività collaterali sono tantissime e ci sono anche esperienze molto particolari come chi organizza una notte in una stras box nel cuore delle vigne. Quindi il vino è l’elemento centrale ma la convivialità è il suo elemento collaterale, ma non meno importante.

Quali sono le zone dove siete più presenti?

Siamo partiti un po’ a macchia di leopardo, ora stiamo concentrando la nostra attenzione in quelle regioni che presentano un matching domanda ed offerta più importante. Sicuramente ad oggi il maggior numero di cantine che sono rientrate nel nostro portale sono della Toscana, Piemonte, Veneto, la zona della Valtellina e della Franciacorta, ma anche Umbria e Sicilia. La nostra presenza territoriale viene portata avanti con accordi con enti territoriali. Il vero elemento distintivo che ci ha permesso di crescere così velocemente è l’aspetto tecnologico, il nostro non è solo un contenitore digitale per le esperienze, cioè il nostro marketplace, ma diamo la possibilità alle cantine di vendere direttamente dal loro sito web attraverso la tecnologia widget ed inoltre possiamo richiamare più esperienze sul sito di terze parti, lo facciamo con i consorzi e con le strade del vino.

Gli acquisti possono essere fatti su tre luoghi digitali e cioè il sito della cantina, il nostro portale e il sito del consorzio/enti territoriali. Nella sostanza chi vuole essere presente sul nostro portale non paga una fee d’ingresso ma solo una commissione sul effettivo venduto.

Vorrei aggiungere che per soddisfare territorialmente delle esigenze diverse, mi spiego meglio ci sono diverse esigenze da parte del nostro pubblico, per esempio chi cerca cantine biologiche o chi cerca cantine storiche e quindi in base a questi diversi criteri facciamo una ricerca mirate nei diversi territori in modo da poter soddisfare la richiesta eterogenea del nostro pubblico.

Ci racconti un po’ il progetto “Smart Tasting”?

Vorrei partire da un altro elemento che ci contraddistingue, cioè la nostra capacità di creare relazioni con le cantine e con i territori, infatti insieme a loro abbiamo convenuto di dover, soprattutto in questo periodo, di dover lanciare un’attività per non azzerare tutto il lavoro fatto. Il primo aspetto è di carattere comunicativo, volto a dire che le cantine ci sono, continuano a lavorare e quindi lo facciamo sui social, specialmente su Instagram, dove raccontiamo il backstage delle cantine, inoltre abbiamo lanciato lo Smart Tasting.

Lo Smart Tasting è un modo per continuare a mettere in contatto diretto i produttori con i winelovers, ed in questo periodo lo facciamo digitalmente attraverso un servizio di degustazione, cioè inviamo ai nostri clienti il vino a casa ed in videoconferenza mettiamo in contatto il produttore con il cliente finale. Per partire abbiamo pensato ad un pacchetto di 3 bottiglie di vino legate poi a questa videoconferenza con il produttore che descriverà le caratteriste dei 3 prodotti e poi una sezione di domande da parte dei clienti finali.

Ad oggi abbiamo già un buon riscontro ed abbiamo anche ricevuto l’interesse anche di persone fuori dal territorio italiano.

Quali sono i vostri prossimi passi?

Stiamo ad oggi sviluppando un software volto alla gestione dell’operatività delle cantine, che hanno apprezzato molto questo progetto in quanto permetterebbe loro di avere uno strumento semplice per la gestione del loro calendario. Inoltre vorremmo rafforzare la nostra comunicazione soprattutto sul mercato estero.