Immagina di camminare tra i vicoli di un borgo che profuma di salsedine e argilla cotta al sole. I colori delle maioliche riflettono la luce della luna e, all’improvviso, un profumo intenso di basilico fresco, colatura di alici e limoni sfusati ti rapisce i sensi. Lunedì 18 maggio, il Corso Umberto I di Vietri sul Mare si è trasformato nel palcoscenico della seconda edizione della Divina Food Experience. Non parliamo della solita sagra di paese, ma di un vero e proprio manifesto culturale che dimostra come questa terra non sia solo turismo da cartolina e piatti di ceramica, ma un cuore pulsante di alta gastronomia.
La Costiera Amalfitana ha una doppia anima. Da un lato c’è l’artigianato che l’ha resa famosa nel mondo, dall’altro una tradizione culinaria che sa di mare, terra e fatica. Quando queste due forze si uniscono, succede qualcosa di magico. L’evento, orchestrato da Erre Erre Eventi insieme a Protocollo Costantino e alla Pro Loco di Vietri sul Mare, ha fatto centro, incassando anche il patrocinio di istituzioni pesanti come la Regione Campania, il Comune, la Provincia e la Camera di Commercio di Salerno, senza dimenticare la Cna e l’Associazione Ristoratori Vietresi guidata dal presidente Zaccaria. Ma oltre i nomi e i loghi, quello che è rimasto nel cuore (e nello stomaco) dei tantissimi visitatori è stata l’energia di una comunità che si riappropria delle sue radici.
Il binomio perfetto: quando il piatto esalta la ricetta
Entrare a Vietri sul Mare durante la Divina Food Experience è stato come fare un salto in un laboratorio rinascimentale, dove l’arte si mangia e si respira. Le storiche botteghe di ceramica non erano semplici spettatori, ma sono diventate le cornici naturali delle oltre quaranta postazioni del gusto. Gli chef e i ristoratori locali hanno dovuto accettare una sfida stimolante: far dialogare le proprie creazioni con lo spazio circostante.
E non è una cosa da poco. Prova a pensare a un cubetto di tonno rosso scottato, adagiato su una foglia di limone e servito a pochi centimetri da un vaso dipinto a mano con i classici motivi blu e gialli vietresi. L’occhio gode quanto il palato, in un cortocircuito di bellezza che solo la Campania sa regalare. Gli operatori del gusto della Costiera Amalfitana hanno dimostrato che la tradizione non è un museo polveroso da guardare da lontano, ma una materia viva, plasmabile, esattamente come l’argilla sui torni dei maestri artigiani.
Ma il vero colpo di genio di questa seconda edizione è stato il regalo di benvenuto. Ogni visitatore ha ricevuto un bicchiere in ceramica vietrese, realizzato interamente a mano dai ceramisti della CNA. Niente plastica, niente vetro industriale. Solo terra, fuoco e il lavoro delle dita che hanno dato forma a un oggetto unico. Passeggiare per il corso tenendo in mano un pezzo d’arte unico, usandolo per degustare i vini del territorio, ha dato all’intera serata un sapore di autenticità difficile da replicare altrove.









I numeri e i protagonisti di un successo annunciato
I numeri parlano chiaro, anche se le emozioni contano di più. Oltre quaranta postazioni hanno letteralmente invaso il centro storico, creando un percorso sensoriale che spaziava dal dolce al salato. C’erano i grandi nomi della ristorazione costiera, ma anche le piccole attività di gastronomia che custodiscono ricette tramandate di generazione in generazione.
Ecco una rapida panoramica di cosa ha reso speciale questa mappa del gusto:
La mappa dei sapori della Divina Food Experience
- Postazioni Salate: Oltre 25 chef e ristoratori impegnati a rivisitare i classici della cucina di mare e di terra. Dai fritti leggeri e croccanti ai primi piatti profumati di mare, fino alle interpretazioni contemporanee della parmigiana.
- L’angolo dei Dolci: I maestri pasticcieri della Costiera hanno celebrato gli agrumi locali con delizie al limone, babà bagnati a regola d’arte e sfogliatelle che scrocchiavano al primo morso.
- Le Cantine: Più di 15 produttori vinicoli del territorio hanno messo in mostra la viticoltura eroica della Costiera Amalfitana, con bianchi verticali e rossi complessi che sanno di roccia e sole.
- I Distillati: Chiusura in bellezza con una selezione di liquori artigianali, dove il limoncello di qualità superiore ha fatto la parte del leone, affiancato da amari alle erbe locali.
Gli show cooking hanno attirato folle di curiosi e appassionati. Vedere le mani di uno chef rinomato muoversi veloci tra padelle e ingredienti freschi, mentre spiega i segreti di una cottura o il perché di un abbinamento, elimina quella barriera che spesso c’è tra l’alta cucina e il pubblico. La Divina Food Experience ha azzerato le distanze: il cibo è tornato a essere condivisione, festa collettiva, gioia pura.
Il vino della Costa d’Amalfi: un sorso di viticoltura eroica
Non si può parlare di cibo in Campania senza dedicare il giusto spazio al vino. Le degustazioni guidate, curate da sommelier esperti, sono state una delle colonne portanti della serata. Bere un calice di Furore, di Tramonti o di Ravello a Vietri significa assaggiare il territorio nella sua forma più liquida e pura.
I vitigni autoctoni come il Fenile, il Ripoli, la Ginestra o il Tintore sono i figli di una viticoltura che i tecnici definiscono “eroica”. E il termine non è esagerato. Le vigne sono aggrappate a terrazzamenti verticali strappati alla roccia, dove ogni operazione, dalla potatura alla vendemmia, viene fatta rigorosamente a mano, caricandosi le casse di uva sulle spalle lungo scalinate infinite.

I sommelier presenti all’evento hanno preso per mano i visitatori (compresi i tantissimi turisti stranieri che affollavano il Corso Umberto I) spiegando come la sapidità del mare e la freschezza dei venti che soffiano dai monti Lattari si ritrovino intatte nel bicchiere. Quegli abbinamenti tra i piatti della tradizione vietrese e i vini locali non erano semplici accostamenti teorici, ma veri e propri matrimoni d’amore celebrati sotto il cielo della Costiera.
Una comunicazione da manuale per un pubblico internazionale
Un evento di questa portata ha bisogno di una voce forte per arrivare lontano. La macchina comunicativa della Divina Food Experience è stata gestita dal giornalista Antonio Abate, che ha curato la narrazione sui social e sui media tradizionali in modo impeccabile. Raccontare il cibo non significa solo fare la foto a un piatto perfetto. Significa catturare il sudore dello chef, il sorriso dell’artigiano che pulisce il bicchiere di ceramica, lo stupore del turista americano che assaggia per la prima volta una frittatina di pasta fatta come Dio comanda.
I canali social dell’evento sono diventati un diario di bordo in tempo reale, capace di attrarre non solo i residenti dei comuni limitrofi, ma una massa critica di viaggiatori internazionali che si trovavano in costiera per le vacanze. Questa capacità di fare rete, unendo la precisione giornalistica alla freschezza del linguaggio digital, ha trasformato la manifestazione da evento locale a risonanza mediatica nazionale.
La voce del territorio: l’intervista a Vittorio Mendozzi
Per capire davvero la portata di questo successo, abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Vittorio Mendozzi, consigliere del Comune di Vietri sul Mare con delega al turismo. La sua visione ci spiega come la Divina Food Experience sia solo la punta di un iceberg di un progetto di rilancio molto più ampio.
Manifestazioni come la Divina Food Experience dimostrano che Vietri ha una sua identità fortissima e indipendente. La scelta di valorizzare l’enogastronomia locale non è una moda passeggera, ma una necessità strategica. Il turismo moderno è cambiato: le persone non vogliono più solo guardare un bel panorama, vogliono viverlo. E qual è il modo migliore per vivere un territorio se non mangiando i suoi piatti e bevendo i suoi vini?
I ristoratori vietresi hanno capito che l’unione fa la forza. Superando i vecchi campanilismi che spesso frenano lo sviluppo del Sud Italia, hanno fatto squadra sotto la guida dell’Associazione Ristoratori. Il risultato è un’offerta gastronomica coerente, che punta tutto sulla qualità assoluta degli ingredienti: il pesce azzurro del nostro golfo, le verdure coltivate negli orti terrazzati, l’olio extravergine d’oliva delle colline salernitane.
Il cibo come custode della memoria e volano per il futuro
C’è un filo invisibile che lega un piatto di scialatielli ai frutti di mare a un vaso di ceramica decorato con il classico asinello vietrese. Entrambi richiedono tempo, passione e una conoscenza profonda della materia prima. La Divina Food Experience ha avuto il merito di rendere visibile questo filo, trasformando una serata di maggio in una celebrazione della bellezza campana.
Mentre le luci su Corso Umberto I si spengono e gli artigiani tornano nelle loro botteghe, resta la consapevolezza che Vietri sul Mare ha trovato la sua strada per il futuro. Una strada che non rinnega il passato, ma lo serve in tavola con eleganza, ironia e un pizzico di modernità.
