Dopo le 18 il Crusco’s un ristorante di Potenza regala pasti a chi è in difficoltà.

In questo periodo mi è sembrato giusto fare qualcosa per le persone bisognose.

In questo modo Salvatore Conte, uno dei due proprietari del Ristorante Crusco’s di Potenza, mi ha raccontato la scelta fatta da Lui e dalla sua socia Linda Spillino,di donare il cibo in eccedenza del suo locale che dalle 18 in poi deve chiudere.

Salvatore,si è fatto forza attaccandosi al passato della sua famiglia di ristoratori a cui sono legati due dei locali storici di Napoli, “ D’Angelo”, e “ Le Cascine”.

Lo abbiamo intervistato:

Come avete vissuto la nascita del Locale ?

Il locale doveva inaugurare il 21 Marzo ma il Covid ha bloccato tutto. Abbiamo avuto la tentazione di mollare tutto.. ma alla fine ha prevalso la tenacia.

Il suo è un ritorno al passato, non solo perchè appartiene ad una famiglia di ristoratori. Negli anni ’90 ha gestito il pub Artois a Pignola, punto di riferimento per la musica dal vivo..

Certo, bei ricordi. Anche oggi come allora voglio puntare sulla lucanità a tavola, ma questa volta sarà un bistrò dove poter mangiare di tutto, con prodotti a chilometro zero

Ha avuto difficoltà a tenere conto delle prescrizioni imposte dal Covid?

Ovviamente prevederemo una forte riduzione dei posti all’interno del locale di 120 metri quadrati. Punteremo molto sui tavoli all’esterno.

E come la mettiamo con la paura? Molti cittadini temono il contagio e c’è chi sta alla larga dai ristoranti..

Io vivo questo momento particolare, bene dal punto di vista psicologico. Ci si rimbocca le maniche e se c’è la Salute già è importante. Purtroppo le attività imprenditoriali sono in crisi, ma per fortuna io sono proprietario dei locali e di alcune aziende a Roma. Quindi personalmente non mi posso lamentare, ma mi dispiace per la povera gente.

Come è nata l’iniziativa di donare il cibo invenduto?

E’ andata molto bene, ho tastato con mano questa crisi e quanta povertà  c’è in giro a Potenza. Ho scoperto un sommerso che non immaginavo. In tre giorni abbiamo consegnato 200/300pasti. C’è molta fame in giro. Le persone non hanno cosa mettere in tavola. Purtroppo arrivano anche giovani di 40 anni ben vestiti con bambini.

Come vede il futuro del suo Ristorante?

Se continua così saremo costretti a chiudere perché vige ormai un lockdown psicologico. Non prevediamo ne asporto ne Delivery perché non rientriamo comunque delle spese ma ho l’aspettativa di riaprire dopo il lockdown.

Restare aperti ora è una follia!