Nel cuore selvaggio e affascinante del Cilento, sorge un luogo che sembra sospeso nel tempo. Si tratta del Convento Francescano di Cuccaro Vetere, una struttura che racchiude quasi 700 anni di storia, di fede, abbandono e rinascita. Oggi, grazie alla passione e al coraggio di Alberto Carrato e Maria Chiara Faganel, quel luogo ha ritrovato luce, diventando una destinazione d’eccellenza nel panorama del lusso rurale italiano.

Dalle origini francescane al periodo d’Oro (1320 – 1807)

La storia del Convento ha inizio tra il 1320 e il 1333, quando i frati francescani decisero di fondare qui un luogo sacro, scegliendo questo angolo appartato del Cilento per ospitare una reliquia preziosissima: un frammento della croce di Cristo, donato da Ruggero di Lauria, figura di rilievo nell’Italia meridionale.

Per oltre cinque secoli, il Convento fu centro spirituale e culturale della zona. Non solo luogo di preghiera, ma motore politico e territoriale, con un’influenza che si estendeva fino al nord della Calabria. Documenti settecenteschi testimoniano l’importanza dei monaci, veri e propri custodi della fede e del territorio.

L’oscurità dell’abbandono (1807 – 2000)

Tutto cambiò nel 1807, quando le riforme napoleoniche decretarono la soppressione dei piccoli ordini religiosi. Il Convento venne chiuso, abbandonato, dimenticato. Per quasi due secoli, la struttura cadde in rovina. Il tetto crollato, le stanze piene di detriti. Un luogo magico ridotto a scheletro di pietra. Eppure, tra quelle rovine, i bambini del paese continuavano a giocare, come se l’anima del Convento non avesse mai smesso di vivere.

Un sogno del Comune: Il recupero visionario (1999 – 2020)

Nel 1999, il Comune di Cuccaro Vetere decide di fare qualcosa di rivoluzionario: ridare vita al Convento. Un’idea lungimirante, che anticipava i tempi. L’obiettivo? Restituire alla comunità e ai visitatori un luogo vivo, trasformandolo in una struttura ricettiva d’eccellenza. I lavori, avviati con attenzione e rispetto per l’anima originaria dell’edificio, si sono conclusi poco prima della pandemia.

Già allora, il Comune pensava in grande: camere dotate di bagno, spazi pensati per l’accoglienza, e una visione ben chiara di come rilanciare il territorio attraverso il patrimonio storico.

La nuova vita del Convento: Un sogno condiviso da Alberto e Maria Chiara

Nel 2024 a luglio, a raccogliere il testimone sono Alberto Carrato, originario di Cuccaro ma cresciuto lontano, e Maria Chiara Faganel, friulana, con esperienza in comunicazione e turismo. Insieme decidono di lasciare Milano per investire anima e corpo in un progetto ambizioso: trasformare il Convento in un resort di lusso rurale.

Grazie a un bando comunale, ottengono la gestione pluriennale. Il loro non è un semplice investimento, ma una scelta di vita, alimentata dall’amore per l’autenticità e il potenziale del Cilento.

Il Lusso Rurale: Tra Design, Benessere e Cultura Locale

Oggi, il Convento ospita sette camere spaziose, di cui due suite, con vasche freestanding, una spa raccolta, piscina, servizio massaggi e una filosofia unica: il lusso semplice della natura e dell’ospitalità vera.

Il concetto è chiaro: attrarre un turismo consapevole, curioso, desideroso non solo di comfort, ma anche di connessione con il territorio. Gli ospiti del Convento vogliono esplorare, assaporare, scoprire. E il Cilento, con la sua natura selvaggia, le sue tradizioni e la sua cucina, offre loro un’esperienza irripetibile.

Una cucina che racconta il Cilento

Il ristorante del Convento è il regno di Patrizia (mamma di Alberto), custode delle ricette di famiglia, della cucina cilentana autentica. I prodotti sono locali, stagionali, a chilometro zero, rielaborati in piatti che profumano di tradizione, ma parlano la lingua dell’eccellenza.

Ogni pasto diventa così un viaggio nei sapori di una terra antica, che si riscopre moderna proprio perché è rimasta fedele a se stessa.

Sfide da affrontare, opportunità da cogliere

Alberto e Maria Chiara non nascondono le difficoltà: il Cilento è un territorio complesso, ancora poco organizzato sul piano turistico. Mancano servizi fondamentali in alcune aree: noleggi, corsi sportivi, esperienze strutturate. E in certi casi, il turismo è percepito come un fastidio, anziché come un’opportunità.

Eppure, proprio in queste difficoltà si cela la forza del progetto. Perché il Cilento, con le sue montagne, il suo mare, i borghi, il Parco Nazionale, è una terra ricchissima, autentica, ancora inesplorata dal turismo di massa.

L’obiettivo è valorizzare l’esistente, proprio come già fatto con progetti come Rocca Cilento. Non serve costruire nuovo: basta ridare vita a ciò che c’è già.

Un faro per il turismo di qualità

Il Convento di Cuccaro è oggi una delle poche strutture a 5 stelle nel Cilento, e si propone come faro per un turismo di qualità. Un punto di partenza per far scoprire anche altri gioielli del territorio, come Scario, Pisciotta, Castellabate.

Con una forte attenzione alla comunicazione internazionale, il progetto ha già ottenuto visibilità su testate prestigiose come AD e Condé Nast Traveler, contribuendo a innalzare il valore percepito del Cilento nel mondo.


La storia del Convento è un esempio straordinario di rinascita: da luogo dimenticato a eccellenza dell’ospitalità rurale. Una storia che dimostra come la passione, la visione e l’amore per il territorio possano cambiare tutto.

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