Da troppo tempo Castelvolturno e tutto il Litorale Domitio sono nell’occhio del ciclone per negative considerazioni. Per fortuna, una classe di giovani volenterosi ed estrosi si è creata una possibilità di riscatto sociale sfruttando le potenzialità del food!

Diventato fonte di ispirazione per tanti ragazzi della zona, il cibo è un settore nel quale provare ad affermarsi.

Per esempio, il cornetto di notte lo si prova a rendere ancora di più un mito.

Come si può leggere nel logo della foto, AlbaChiara nasce come pub. C’è grande volontà da parte dei titolari di poter garantire ai propri clienti una buona scelta spaziando nei gusti. Ciò anche per provare a fidelizzare di più i clienti. Magari, raggiungendo il posto da lontano per poter gustare quello che non è un semplice cornetto, croissant, o polacca, come nella tradizione della zona. Infatti, riesce a essere una fusione di queste tre diversità di cornetto in uno solo. Ma tutto questo lavoro di impasto resta a lato se non ci fosse anche quello prelibato, accurato e studiato delle confetture. Infatti, consci di come sia un luogo di vacanza familiare, si dedicano ad accontentare ogni gusto. Variando dalle praline, per accompagnare una sempre gustosa cioccolata, a gusti un po’ più ricercati con i quali guarnire il cornetto.

La vita non è solo dolce. Se scegliessimo di fare una cena completa, in quel di Baia Verde a Castelvolturno, ci si delizia anche con buoni gusti salati.

Ovviamente, non si tratta solo di carboidrati. C’è tanto altro intorno, sempre fast food. Basti pensare al Pub Federico’s, che nonostante si trovi in un luogo scomodo, come la strada Domitiana, riesce a essere garanzia di pulizia, bontà, prelibatezza che strizzano l’occhio a una grande, ma soprattutto varia, clientela. Ospitale, oltre che buono.

Talvolta, mangiare fuori può non piacere, quindi si preferisce portare a casa il pasto, per cui se un pub non sembra adatto per portare il pasto a casa – perché un panino rende di più mangiato sul posto – la lunga strada urbana offre la scelta anche di buona carne arrosto, per provare a fare una cena un po’ più salutare.

Infatti, per attirare più clientela giovane o per garantirsi facili entrate preparano succulente patate, accompagnate da wurstel, salsiccia e un sublime sughetto ricavato dal grasso della carne che cola sulla brace o dal girarrosto.

Magari, trovandoci a due passi da Napoli, può esserci il desiderio della Pizza, e ovviamente non può mancare. La più grande particolarità della zona è che una delle Pizzerie più note non è assolutamente nostrana. Infatti, si tratta della Pizzeria Black & White, denominata così proprio dall’unione di due diverse etnie che ha dato vita poi a un figlio, che, cresciuto nella Pizzeria, l’ha poi portata avanti come missione di lavoro, divenendo una buona realtà in zona.

Non solo cibo da fast food, c’è chi prova a realizzare qualche attività con l’obiettivo di donare un aspetto migliore anche alla zona, magari puntando su quei gusti in cucina più eleganti e ricercati.

Ovviamente tutte queste presentazioni sono, di fondo, un’importante testimonianza. Perché nella passione del produrre food, qualsiasi esso sia, c’è possibilità di rivalutare una zona posta un po’ troppo ai margini a causa dello sciacallaggio mediatico, che altro non ha fatto che settorizzarla, escludendola.

Ecco perché queste attività sono importanti da elogiare e pubblicizzare, perché riescono a essere una buona fonte di turismo, attrazione, ma soprattutto garanzia di buon cibo.

Ecco perché qualche giovane imprenditore della zona, con buon intuito e tanto coraggio, prova a realizzare qualcosa, o meglio qual-COSO, un delivery innovativo. Affinché ognuna di queste attività riesca a far notare, anche un po’ al di fuori del solito raggio di clientela, la propria bravura.

Ragionando così, nel food c’è possibilità o si è trovata la via per una possibilità di ripresa della zona. In molte altre località vicine è possibile trovare buone realtà, magari anche storiche, come il Pub Bamboosa al Villaggio Coppola. In questo modo è possibile non obbligare la zona a essere teatro di sole inchieste giornalistiche.

Da queste macerie è possibile far risorgere una popolazione e, attraverso la volenterosa gioventù, farci sentire al nostro arrivo un bel: “Benvenuti a Castelvolturno!”