Nel cuore del Cilento, nel borgo collinare di Pisciotta, esiste un luogo dove il tempo sembra essersi fermato per raccontare storie genuine.

Si chiama Cantina Lamadè, ed è molto più di un ristorante: è un progetto familiare, un racconto vivo fatto di cucina, accoglienza e passione per la propria terra.
Un nome che parla d’amore e famiglia
Il nome “Lamadè” non è una scelta casuale, ma un simbolo affettivo. Nasce dalle iniziali di Laura, Maria, Daniele ed Enza, i quattro membri di una famiglia che ha deciso di investire anima e cuore in un sogno comune.

Enza Saturno, intervistata per questo articolo, racconta con emozione la genesi di questo progetto: “L’idea era coinvolgere le nostre figlie fin da subito, renderle parte attiva di qualcosa che parla di noi, delle nostre radici”.
Daniele, lo chef, è cresciuto tra i fornelli, guidato dalla figura del suocero , anch’egli cuoco. Oggi mette a frutto quella tradizione reinterpretandola con rispetto, attenzione alle materie prime e profondo legame col territorio.

Una cucina semplice, ma piena di verità
Alla Cantina Lamadè, non esiste un menù stampato. Ogni giorno i piatti cambiano in base alla stagionalità e alla disponibilità dei prodotti, che Daniele seleziona personalmente ogni mattina dai piccoli produttori locali. Una lavagnetta sostituisce il menu: viene portata al tavolo e letta ad alta voce, in un rituale che restituisce calore e umanità. Tra le proposte più amate:
- Parmigiana “slow food” con mozzarella alla mortella e formaggio di capra locale


- Lagane e ceci “come si faceva una volta”, dense e rustiche
- Pasta fresca con grano carosella, una varietà antichissima cilentana
- Triglie marinate e alici sotto sale, omaggio al pesce azzurro povero
- Dolci della memoria, come la Pizzeroce e – sì – gli struffoli anche ad agosto!

Ogni piatto racconta una storia di famiglia, di territorio e di rispetto per la materia prima.
Accoglienza genuina: entra e sentiti a casa
Cantina Lamadè non è un ristorante convenzionale. Qui si dà del “tu”, si chiacchiera, si ride. “La casa è di tutti”, dice Enza, e questa frase non è solo un motto, ma uno stile di vita. L’ambiente è informale ma curato, caldo ma mai invadente. Ogni cliente è un ospite che viene accolto come un amico.
La scelta che li caratterizza è quella di lavorare solo con piccoli produttori cilentani come ad esempio il Molino La Spigolatrice di Giovanni Caputo che con la figlia Francesca coltiva l’antico grano Carosella. Aiutare i giovani produttori cilentani con produzioni limitate, è alla base della filosofia del locale. “Non lavoreremo mai con fornitori grandi,” afferma Enza con convinzione, “vogliamo sostenere la nostra terra, le sue eccellenze silenziose”.
Il ristorante che ti racconta il Cilento
Cantina Lamadè propone un concetto originale: il “ristorante raccontato”. Ogni piatto è introdotto, spiegato, condiviso. Ma c’è di più. Enza e Daniele hanno ideato una formula esperienziale che va oltre il pasto: “Vieni che ti racconto il Cilento”, un percorso che unisce racconto, gusto e scoperta.
Vengono offerte tre diverse opzioni di format :
- Percorso storico + cooking class + degustazione: Questo è il format più popolare. Inizia con un percorso storico nel centro di Pisciotta, visitando luoghi come il frantoio antico, la chiesa madre e la biblioteca comunale. Dopo il tour, gli ospiti tornano in cantina, indossano il grembiule e partecipano alla spesa al mercato o dal fruttivendolo, con un forte focus sulla stagionalità. Si prepara principalmente pasta fatta in casa con grano antico cilentano, e un secondo piatto (spesso alici o altre verdure e legumi cilentani). Durante la cooking class, si degusta vino cilentano e si tiene una degustazione di olio, spiegando come riconoscerne la qualità- Al termine, si pranza o cena tutti insieme, si regala il grembiule e si invia via email la ricetta di quanto cucinato, in ingleseè. Questo format accoglie da 2 a 20 persone.
- Solo cooking class: Questo format si concentra unicamente sulla preparazione di piatti tradizionali come “melanzane inchiappate”, “melanzane sott’olio”, marmellate e dolci della tradizione.
- Percorso storico + cena degustazione: Meno impegnativo, questo format combina il tour storico con una cena degustazione completa (dagli antipasti al dolce) con abbinamento di vini cilentani.
L’esperienza è arricchita da un racconto approfondito dei prodotti: “tendenzialmente noi raccontiamo tutti i prodotti sempre ad ogni tavolo noi raccontiamo il prodotto, tant’è che ho deciso di inserire anche un nome. Vieni che ti racconto il Cilento. Nel mentre che tu bevi un vino, noi ti andiamo a spiegare anche da dove viene che cosa produce, magari anche qualche aneddoto personale”. Vengono anche forniti i contatti delle aziende produttrici, per chi volesse visitarle.
Cantina Lamadè è un esempio brillante di come passione, tradizione e un forte legame con il territorio possano creare un’esperienza culinaria e culturale autentica e indimenticabile nel Cilento.
Ogni partecipante riceve un grembiule in regalo, le ricette via email e – soprattutto – un ricordo indelebile di un territorio autentico e accogliente.
Una cantina che guarda al futuro
Cantina Lamadè lavora tutto l’anno, anche grazie alla vendita dei propri prodotti e all’interesse crescente di turisti stranieri e italiani. In arrivo ci sono nuovi spazi: uno showroom dedicato non solo ai loro prodotti ma anche agli artigiani locali, per creare una rete solidale e inclusiva. Un modo per raccontare il Cilento anche al di fuori del piatto.
E non è tutto. “Il futuro sarà ancora più ambizioso”, confessa Enza. Senza rivelare troppo, accenna a un progetto inclusivo che sarà “un’appendice della cantina”, pensato per un pubblico ampio e con uno sguardo attento al sociale.
Perché dovresti andarci anche tu?
Se cerchi un ristorante che sia esperienza, racconto e territorio, Cantina Lamadè è il posto giusto. Non è solo il cibo a farti innamorare, ma le persone, la storia, l’intimità familiare. Un viaggio nel Cilento più vero, quello fatto di grani antichi, mani sapienti e sorrisi sinceri.
La trovi a Pisciotta, tra il mare e gli ulivi. E dopo esserci stato, anche tu ti sentirai un po’ parte della loro famiglia.
