Un viaggio multisensoriale nei Campi Flegrei, tra memoria, gastronomia e rinascita sociale
Bacoli, archeologia del gusto e civiltà del mare nei Campi Flegrei: non è solo un titolo evocativo, ma la sintesi perfetta di quanto accaduto lo scorso 30 giugno a Villa Ferretti, durante la quarta tappa del progetto “Praesentia, Gusto di Campania. Divina”. Un evento che ha intrecciato alta cucina, cultura, tradizione e inclusione sociale, in uno dei territori più affascinanti e stratificati della Campania.
Qui, tra le onde che lambiscono antiche ville romane e i sapori che raccontano storie millenarie, il mare diventa coltura, identità, futuro Il tema di questa tappa era quanto mai evocativo: “Dove si coltiva il mare. Storie e miti gastronomici dei Campi Flegrei”. https://www.foodmakers.it/enoturismo-esperienziale-campi-flegrei/
Il format, promosso dall’Agenzia Campania Turismo, si è svolto nella splendida e storica Villa Ferretti, una dimora settecentesca affacciata sul Golfo di Bacoli, nata su una villa romana e oggi bene confiscato alla criminalità, rinato come parco pubblico dedicato a Peppino Impastato. Un luogo carico di significato, scelto non solo per la sua bellezza, ma per la sua storia di resistenza e trasformazione. Attualmente, Villa Ferretti ospita anche un laboratorio di biologia marina, in fase di allestimento, e sorge accanto a una villa romana emersa di recente dagli scavi, destinata a diventare presto fruibile al pubblico.
Un paesaggio che nutre l’anima
La giornata si è aperta con un omaggio musicale alla canzone classica napoletana, affidato alla voce intensa di Francesca Marini, per poi lasciare spazio al cuore del dibattito culturale, introdotto dalla professoressa Elisabetta Moro, antropologa e docente di Storia della gastronomia mediterranea. Il racconto del territorio si è arricchito grazie agli interventi di autorità istituzionali con la partecipazione del sindaco Josi Gerardo Della Ragione, che ha appena candidato Bacoli a Capitale italiana della Cultura 2028. “Siamo un territorio con risorse immense”, ha dichiarato con orgoglio.

Archeologia del gusto: ostriche, garum e… cozze sulle monete
Particolarmente suggestivo l’intervento della professoressa Rossana Valenti, classicista e autrice del saggio Memorie dell’acqua e della terra, che ha guidato il pubblico in un viaggio nel tempo alla scoperta della civiltà anfibia dei Campi Flegrei. Con uno sguardo colto ma accessibile, ha evocato figure come Sergio Orata, celebre per aver promosso l’allevamento intensivo delle ostriche nel Lago Lucrino, già rinomate ai tempi dei Romani: “Non tutte le orate meritano di essere comprate – diceva Orata – ma quelle che si cibano delle ostriche di Lucrino, sì”.
La Valenti ha citato anche i versi ironici di un poeta del Portico, che così si rivolge al suo patrono: “Tu mangi le ostriche, io mi succhio una cozza”. Un’immagine che racchiude la stratificazione sociale legata al cibo, e che fa riflettere sul ruolo simbolico degli alimenti nella costruzione dell’identità. “Il cibo non è mai solo nutrimento – ha spiegato la professoressa – è status, relazione, memoria”.
E se le ostriche erano riservate all’élite, le cozze avevano un ruolo più popolare, ma non per questo meno identitario: basti pensare che la cozza campeggia perfino sulle monete di Miseno, antico porto militare romano. Un dettaglio archeo-gastronomico che strappa un sorriso, ma racconta anche quanto il cibo fosse (e sia ancora oggi) un potente marcatore culturale.
Una scossa che ricorda dove siamo
Durante il seminario, mentre stava intervenendo il sindaco di Bacoli, Josi Gerardo Della Ragione, una non lieve scossa di bradisismo ha attraversato Villa Ferretti, riportando bruscamente l’attenzione dei presenti sulla natura viva e mutevole dei Campi Flegrei. Un fuori programma tanto inatteso quanto significativo: il territorio “respira”, ricordandoci che qui la terra non è solo memoria, ma presenza attiva, pulsante, in continuo movimento. Un promemoria potente, che ha dato ancora più forza alle parole del sindaco e al senso stesso dell’incontro: raccontare un luogo che vive sul crinale tra passato e futuro, tra rischio e bellezza.
Inclusione e riscatto sociale: progetti che cambiano vite
Uno dei momenti più intensi della giornata è stato dedicato ai progetti educativi e riabilitativi sviluppati negli istituti penitenziari della Campania. Come “Lazzarelle si nasce, non si diventa”, promosso dalla Cooperativa Lazzarelle, che unisce la produzione di caffè di alta qualità con il reinserimento lavorativo delle detenute.
Al loro fianco, i ragazzi dell’Istituto penale per i minorenni di Nisida, protagonisti di progetti di formazione artigianale e gastronomica come “Monelli tra i fornelli” e il suo spin-off dolciario “Monelli a pasticciare”, realizzato in collaborazione con il pastry chef Ciro Ferrantino. Emozionante anche il racconto del progetto “Bust Busters”, che coinvolge giovani sommozzatori in attività di viticoltura subacquea, in sinergia con la Marina Militare, Archeoclub e MareNostrum. Un orizzonte educativo che guarda al mare non solo come risorsa, ma come opportunità di rinascita.
Alta cucina, radici e innovazione: lo showcooking finale
L’esperienza si è conclusa con un raffinato showcooking condotto dalla giornalista del TG1 Anna Scafuri, che ha introdotto due nomi d’eccellenza: Antonio Tubelli e Marianna Vitale.


Tubelli, maestro della cucina identitaria partenopea, ha proposto un piatto simbolico del legame profondo tra mare e terra: Fagioli a formella del presidio Agro Nolano, cucinati nella loro stessa acqua insieme a cozze e decorati con fiori di zucca crudi.

Un’esplosione di sapori genuini e memoria contadina, esaltata dall’abbinamento con il Vigna del Lume – Ischia Biancolella Doc delle Cantine Mazzella, esempio di viticoltura eroica tra le scogliere di Campagnano.
A rappresentare l’innovazione, la chef stellata Marianna Vitale del ristorante Sud di Quarto e Mar Limone di Pozzuoli, ha incantato il pubblico con la sua Polpessa flegrea con scarola e alghe macerate in birra a fermentazione spontanea, abbinata al Colle Rotondella – Campi Flegrei Piedirosso DOC delle Cantine Astroni https://www.foodmakers.it/cantin-astroni-vino-e-formazione-nei-campi-flegrei/ : un vino che racconta tutta la forza minerale e vulcanica del suolo flegreo.

Non sono mancate incursioni territoriali, che hanno arricchito lo showcooking con eccellenze locali come il pregiato pomodoro Cannellino e le Cicerchie Flegree di Cantine del Mare, azienda rinomata di Monte di Procida, esempio virtuoso di agricoltura sostenibile a filiera corta. A completare il viaggio nel gusto, un’insalata di limoni di Procida realizzata al momento, profumata, agrumata e perfetta per restituire al palato tutta la freschezza del Mediterraneo.
Il dessert della rinascita: lo Sciù al caffè
Gran finale con un dessert dal forte valore simbolico e dal gusto memorabile: lo “Sciù al caffè”, firmato a quattro mani dalle Lazzarelle e dai “Monelli a pasticciare”.

Un dolce che sa di riscatto, ma anche di pura golosità. La pasta era friabile al punto giusto, la crema al caffè intensa e vellutata, capace di conquistare anche i palati più esigenti. A raccontarlo, Antonio Franco, presidente dell’Associazione Scugnizzi e promotore della “Pizzeria dell’Impossibile” a Napoli, dove si formano minori provenienti da percorsi di devianza.
Oro verde dal mare di Capri
A suggellare l’esperienza, una degustazione dell’olio extravergine d’oliva di Capri, prodotto da ulivi secolari e tutelato dal Presidio Slow Food, a cura della Cooperativa Oro di Capri tenuta dalla bravissima Maria Luisa Ambrosino esperta di oli e capo panel della camera di commercio Un progetto che guarda al futuro, trasformando Anacapri in un laboratorio di sostenibilità e trasmissione culturale per le nuove generazioni. Un olio pluripremiato, che profuma di macchia mediterranea e di radici profonde.
Il cibo come chiave per capire chi siamo
“Il cibo e i piatti del territorio sono la partenza per capire chi siamo e dove andiamo”, è stato detto durante l’evento. E mai frase è sembrata più vera. Nei Campi Flegrei, ogni ingrediente racconta una storia. Ogni sapore è una finestra aperta sul passato e una porta spalancata sul futuro. Bacoli, con la sua energia vulcanica e il suo respiro marino, ci insegna che l’archeologia del gusto è un modo per leggere la civiltà, e che anche il mare può essere coltivato, se a farlo sono passione, memoria e visione.
Link utili:
https://www.raiplay.it/personaggi/Anna-Scafuri-2c197b6b-6f06-4f8a-ae4e-3a89743b84d4.html
https://www.cantinemazzella.com/vigna-del-lume https://www.cantinemazzella.com/ https://guide.michelin.com/it/it/campania/pozzuoli/ristorante/mar-limone
https://cantineastroni.com/vini/linea-selezione/colle-rotondella/
