L’Azienda Agraria Guerrieri coltiva da generazioni, sin dai primi dell’800. Tutti i prodotti di quest’azienda sono l’espressione e il frutto del loro lavoro, della loro passione e dell’alta vocazione di questa meravigliosa terra.

Abbiamo intervistato Luca Guerrieri, esponente della quinta generazione sempre attento a cogliere i segnali di cambiamento e a interpretarli imprimendo nuove direzioni alla gestione dell’azienda. La sua costante tensione al miglioramento e all’innovazione lo porta a guardare avanti e a ricercare nuove idee per il rinnovamento dell’azienda.

Ciao Luca, ci racconta la storia dell’Azienda Agraria Guerrieri?

L’Azienda Agraria Guerrieri esiste dai primi dell’Ottocento. Io rappresento la quinta generazione e i miei figli Maria Giulia e Alberto la sesta. Quindi anche il nostro logo riporta la dicitura “orgogliosi di essere agricoltori dal 1800”.  Siamo un’azienda storica e familiare. Quello che ci contraddistingue è la biodiversità e la rotazione colturale che noi dobbiamo mantenere per permettere alle nostre terre di essere fertili.

Sul vostro sito riportate questa frase : ”Per coltivare la terra, bisogna conoscere il passato”. Ci spiega meglio questo concetto?

Sarebbe un peccato mortale non utilizzare i vecchi saperi dei nostri padri e dei nostri nonni che erano agricoltori con un’ottica diversa. Non solo perché non avevano la nostra tecnologia o la nostra scienza ma avevano una tradizione, una cultura e un’amore per la nostra terra che ci permette ancora oggi di poter valorizzare e far esprimere questo territorio al massimo. La nostra azienda cerca di unire lo scibile antico con le nuove tecnologie. Queste conoscenze sono proprio degli agricoltori che per secoli con sudore e fatica hanno coltivato queste terre e ha un valore inestimabile.

Noi siamo ritornati a ciò che loro avevano scelto per quanto riguarda i tipi di vitigni che oggi coltiviamo, cioè dei vitigni autoctoni che riescono a dare i migliori risultati. Per esempio il Bianchello del Metauro non è stato scelto per capriccio o con superficialità, ma perché è il vitigno che meglio si adatta ai nostri terreni, al nostro clima, che dà un vino che si abbina, quasi naturalmente, al nostro pesce come nessun altro vino potrebbe fare.

L’Azienda Agraria Guerrieri consta di più di 200 ettari complessivi. Producete vino, grano, miele e olio. Ci racconta meglio i vostri prodotti?

In primo luogo arriviamo al soggetto che può permettere la sostenibilità della nostra attività, cioè il consumatore finale. Non ci fermiamo alla produzione del cereale. Lo trasformiamo in pasta con circa 40 tipologie di pasta diverse in vari formati e con diversi tipi di farine, farro, grani antichi, grani tradizionali e paste integrali. La trasformazione in pasta viene fatta da un pastificio della nostra zona in quanto la dimensione di uno stabilimento di trasformazione non è compatibile con la nostra azienda.

A differenza del vini, dove riusciamo a vinificare direttamente i nostri 55 ettari di vigneti con 14 etichette e come per l’olio dove, anche in questo caso, riusciamo a trasformare la materia prima che deriva esclusivamente dai nostri 30 ettari di uliveto. Questo ci permette di avere circa 40 collaboratori fissi e non stagionali. Molti di loro condividono l’attività con noi anche da alcune generazioni.

Puntate molto su quest’approccio che parte proprio dalle persone che lavorano con voi?

Ricordo un episodio che mi successe durante una concorso di vini che ci premiò con una medaglia d’oro. Salii sul palco con 35 miei collaboratori. Il presentatore a quel punto disse: “Ha portato con se i suoi collaboratori”. Io risposi: ”sono loro che hanno portato me”. Un’azienda non esiste se non c’è questo unico sentire. Siamo una famiglia allagata dove condividiamo questa grande passione.

Per i vostri vini utilizzate le uve provenienti dai vostri vigneti rigorosamente coltivati secondo rigide regole per la riduzione dell’impatto ambientale. Ci narra qualcosa in più?

Può sembrare una gamma molto ampia per un’azienda come la nostra. In realtà vogliamo dimostrare che la nostra terra può dare delle ottime uve bianche e rosse dalle quali si possono produrre distillati, vini dolci, vini frizzanti, etc. Questa è la dimostrazione che la nostra terra è particolarmente vocata alla viticultura. Le Marche sono la terza regione dopo la Puglia e la Sicilia per la coltivazione del grano duro. I nostri 48 ettari di vigneto specializzato sono dedicati alla coltivazione di Bianchello, Verdicchio, Chardonnay, Sauvignon e Moscato a bacca bianca; Sangiovese, Montepulciano, Lacrima, Cabernet Sauvignon e Merlot a bacca rossa.

Inoltre, una vostra caratteristica è che la cintina utilizza l’energia che viene prodotta dai 300 Kw di pannelli fotovoltaici, una scelta “green” la vostra?

È una scelta semplice. Se abbiamo la fortuna di avere tanto sole che permette di far maturare le nostre olive e le uve, sarebbe un peccato mortale non utilizzarlo per produrre energia pulita. Siccome veniamo anche da una storia di allevamenti, che io ho voluto abbandonare in quanto erano allevamenti intensivi, avevamo una serie di tetti sui quali abbiamo installato i pannelli fotovoltaici. Infatti ritengo che i tetti debbano stare sui capannoni e non a terra in quanto la terra deve essere destinata alla coltivazione dei nostri prodotti.

Producete tipi di olii, in cosa si differenziano?

Capsula Oro è un mono varietale di Leccino, prevalentemente dolce, con gradevole retrogusto di amaro e piccante. La Capsula Verde è un blend di Raggiola ed Frantoio, medio intenso, con gradevole sentore erbaceo e di mandorla verde, con amaro e piccante in equilibrio, Sono due olii adatti per abbinamenti diversi. La lavorazione avviene presso il nostro frantoio aziendale, ideato e realizzato con la più moderna tecnologia (Leopard-Pieralisi). In tal modo possiamo controllare la produzione dall’interno agendo durante il processo di estrazione.

Una delle innovazioni principali del nuovo frantoio Leopard è l’eliminazione dell’aggiunta di acqua durante il processo di estrazione. In questo modo possiamo ottenere olii extravergini con aromi e fruttati più intensi e una quantità di polifenoli molto più alta essendo questi ultimi idrosolubili. I polifenoli accrescono notevolmente il valore salutistico dell’olio essendo tra gli antiossidanti più preziosi per la nostra salute.

Anche per quanto riguarda la raccolta avete scelto una raccolta manuale, ci può spiegare meglio?

La nostra è una raccolta manuale, però utilizziamo degli agevolatori. Questo perché dobbiamo cercare di trovare la tecnica più adatta per ottenere le olive più sane che entro tre ore devono raggiungere il nostro frantoio. Utilizziamo dei pettini meccanici, manovrati a mano, che non fanno altro che permetterci una raccolta con tempi e rese migliori. Il tutto nel rispetto della pianta e verso il frutto che deve rimanere completamente integro.

Producete anche del miele in tre versioni Millefiori, Acacia e Tiglio. Come mai questa scelta?

Abbiamo voluto mantenere come unico allevamento di animali questo delle api in quanto è un allevamento di animali liberi che sono dei termometri ambientali. Non tutti gli anni abbiamo tre varietà di miele perché dipende dalla fioritura spontanea. Quello dei millefiori è sempre presente mentre quello di Acacia e Tiglio dipende molto dall’annata. Quest’anno abbiamo avuto solo il Millefiori che abbiamo distinto in quello primaverile e quello estivo. Invece, l’Acacia e il Tiglio non hanno avuto fioriture tali da permetterci la loro produzione di un miele mono-varietale.

Ritornando al grano, spicca la vostra produzione di varietà di Grano Antico come il SENATORE CAPPELLI, una scelta la vostra molto precisa.

Innanzitutto, credo sia un dovere ricordare Nazzareno Strampelli, un agronomo, genetista marchigiano. La varietà di Grano Antico come il SENATORE CAPPELLI è figlio di Strampelli. È una varietà di grano che ha un glutine meno aggressivo e ha una maggiore digeribilità. In questo periodo dove si parla tanto di problemi legati alla celiachia e a tutte le intolleranze al glutine, questo grano è sempre più apprezzato, grazie alla sua assenza di mutazioni e alle sue ottime caratteristiche nutrizionali.

Cos’è la Dimora delle Vigne?

É una delle case coloniche che abbiamo ristrutturato e funziona un po’ come foresteria a favore dei nostri importatori stranieri e i loro clienti che vogliono visitare la nostra azienda. Pensiamo che un’azienda agraria per conoscerla bisogna viverla.

Dal 1996 l’Azienda Agraria Guerrieri è iscritta all’albo regionale delle fattorie didattiche, che segue personalmente, ci può dare qualche informazione aggiuntiva?

È un’attività completamente gratuita che si rivolge a gruppi o classi di bambini e ragazzi a cui trasmettere i valori del mondo agricolo. Vogliamo far conoscere cosa c’è dietro un prodotto, il valore della natura, di un territorio, la capacità di valorizzarlo.

Non rappresenta una scampagnata fine a sé stessa. Si inserisce in un percorso dove la nostra azienda diventa un luogo diretto di conoscenza del mondo agricolo. In tal modo i ragazzi possono partecipare alle fasi agricole come la vendemmia, la raccolta delle olive, la messa a dimora delle piante, la smielatura. Essi comprendono le fasi della lavorazione di ogni singolo prodotto e l’aspetto nutrizionale e salutistico di ogni singolo alimento, riflettendo sull’importanza e il ruolo dell’agricoltura.

Così si stabilisce anche un confronto con le nuove generazioni, centrale per il futuro del nostro territorio.

Quali sono i vostri mercati di riferimento?

Abbiamo due mercati, uno regionale allargato e poi quello internazionale. Lavoriamo su 25 paesi tramite una serie di importatori, distribuiamo i nostri prodotti. Non siamo presenti in Italia nella GDO, perché non lo reputiamo un canale corretto per la nostra azienda agraria che vuole comunicare cosa c’è dietro ad ogni singola produzione. I nostri clienti sono i consumatori finali, enoteche piuttosto che negozi di vicinato che tendono a valorizzare cosa c’è dietro alla produzione.

Quali sono i progetti dell’Azienda Agraria Guerrieri per il futuro?

Ogni anno aumentiamo di 3 ettari i nostri vigneti. Abbiamo un progetto sperimentale che da circa 12 anni monitoriamo circa 30 varietà di uve diverse per capire quale destinazione dare ai nostri vigneti futuri. Abbiamo appena realizzato la nostra prima bottaia, che è condivisa, dove affiniamo i vini. E poi un luogo di circa 500 metri quadrati a disposizione, in termini completamente gratuiti, di qualsiasi ente, associazione o azienda che voglia utilizzarlo per un convegno, evento o progetto. Inoltre stiamo mandando avanti alcuni progetti per valorizzare nuove tecnologie e produzioni.