Art&Food – Assaporare l’arte è un evento che si è svolto il 26 maggio nella bellissima cornice della Città dell’Altra Economia a Testaccio, vero luogo di promozione non solo dell’economia sociale solidale romana ma anche punto per spazi espositivi, incontri e concerti.

Il protagonista dell’evento in questione è stato il cibo. Come il cibo può, nelle intenzioni, vivere un percorso sensoriale mischiato con l’arte e la pittura. L’obiettivo era di avvicinare due culture apparentemente agli antipodi (l’una prevalentemente sensoriale, l’altra visiva) cercando di creare dei percorsi artistici che abbinino cultura del finger food a opere d’arte contemporanea.

Tra gli artisti in esposizione abbiamo avuto l’onore di conoscere e ammirare Dominga Pascali, artista pugliese nota per opere di notevole astrattismo concettuale; la talentuosa Alice Calacione, fino al bravissimo Andrea Mula e concludendo con l’artista pluripremiata Silvia Struglia. Accanto a loro chef importanti come Michele Pidone (Ristorante Lampone di Spoleto), Andrea del Villano (giovane chef di Anzio), Federico Montecchiani (Four Seasons di Abu Dhabi) fino a  Marco Lucentini, chef umbro con trascorsi importanti all’estero.

Nell’area espositiva si sono create delle magnifiche esperienze gustative e visive. Da segnalare alcuni abbinamenti al limite della perfezione come il Biscotto Nero con Baccalà mantecato dello chef Pidone e l’opera della Pascali  chiamata “Torri Gemelle, fino alla rischiosissima e gustosa “Carbonara a portata di dita” di Del Villano, unita in maniera sorprendente all’opera “Pareidolia n.4” dell’ottima Alice Coracione.

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Nell’area show, invece, si è consumata quella che potremmo definire una vera e propria live performance: cioè una creazione simultanea di un dolce e di un quadro. Protagonisti: Dario Nuti, Pastry Chef che ha lavorato benissimo all’Hotel Hassler di Roma e al Rome Cavalier e accanto a lui Mauro Pallotta detto MAUPAL, famoso street Artist romano noto per il suo “Super Pope” (graffito che fece molto discutere sia per il tema che per l’approccio diretto e politico dell’opera stessa)

L’idea concettuale dell’esibizione è stata chiaramente associata alla contemporaneità e quindi alla pandemia in corso. Con un titolo che è sia una speranza che una forte consapevolezza di ricominciare a vivere gustando i piaceri della vita, con la possibilità “concreta” di un miglioramento delle condizioni contemporanee del nostro tempo. Il nome dell’opera è stato: “Dolce Vaccino”. In riferimento proprio al piano strategico nazionale che finalmente, si spera, potrà sconfiggere il cosiddetto Sars-Cov 2, detto anche Covid 19.

Lo chef Nuti ha preparato una Choux Carbone e Vaniglia ripiena di Ganache Montè, yogurt, basilico, crumble lime, salsa ai frutti rossi con una vera e propria siringa accanto simboleggiante il vaccino ripieno di gel di zenzero e lime. Dall’altra parte invece, Maupal ha disegnato e raffigurato un cuoco che con il suo “saccapoche” iniettava un vaccino nel braccio di un cittadino comune.

La dolcezza, quindi: il gusto e il palato come iniezione di gioia, di benessere e di speranza. Dove il sociale, attraverso rimandi e storie di vita, può creare delle finalità espressive che passano dalle tele di un quadro fino al cibo da mangiare. E giungere- come tappa finale – alla vita reale, all’esperienza e all’emozione di chi guarda, fruisce e assapora l’arte e la gastronomia.

Guardare, fruire e assaporare. I tre cardini – appunto – dell’esperienza umana e della speranza di una ricrescita e di una ripartenza. Non solo artistica.