Antonino Esposito,  sorrentino di nascita, una lunga gavetta alle spalle e una notorietà acquisita grazie alle cronache televisive per essere stato il volto di “Alice MasterPizza”, uno dei tanti talent stavolta dedicato a uno dei prodotti più importanti e diffusi al mondo.

La svolta avviene nel 1997, quando realizza la prima Frusta Sorrentina®, un prodotto delizioso a base di pasta di pizza, pomodoro e mozzarella, oggi con forma brevettata e marchio depositato.

 

Ciao Antonio, ti avvicini al mondo della pizza quasi per caso, ci racconti meglio come tuo zio ti ha convinto?

Ero ancora ragazzo, all’incirca trenta anni fa, quando ho cominciato ad aiutare mio zio Salvatore in pizzeria. Quel periodo è stato molto formativo per me, mi ha fatto capire che la pizza era la mia vera passione e che l’arte bianca poteva essere la mia strada. Da quel giorno ho dato via libera alla fantasia e ho cominciato una instancabile ricerca di farine, materie prime e abbinamenti. E così, a soli 19 anni, ho aperto il mio primo locale.

 

Diciamo che da quel momento non ti sei mai fermato, per esempio nel 1996 realizzi “Frusta Sorrentina®” e nel 2000 il take away, come nasce quest’idea?

La frusta sorrentina è nata quasi per caso, utilizzando una porzione di panetto avanzato sul bancone. Ispirato dalla mia fantasia, con pochi e semplici gesti, ho creato la mia prima forma di pizza: ho steso l’impasto, l’ho allungato e chiuso con un pizzico al centro e due alle estremità. Ripensandoci è stata una fortunata intuizione, che di lì a poco è diventata un brevetto registrato e poi un’azienda: oggi la frusta sorrentina è conosciuta e apprezzata in tutto il mondo, oltre ad essere tra i piatti più richiesti dai clienti che vengono a trovarmi nei miei locali.

 

Poi nel 2009 apre la pizzeria “Ahum! Pizzeria di Famiglia” e poi nel 2015 apre i battenti “Acqu’e Sale”, ci racconti qualcosa in più?

Ahum! Pizzeria di Famiglia è stata inaugurata nel 2009, nella parte alta di Sorrento. Con questo locale ho voluto instaurare un dialogo con il pubblico più giovane – che frequenta il bowling adiacente – e realizzare un tipo di pizza che rispondesse ai loro gusti. Tutt’oggi provo una sincera emozione quando vedo le famiglie riunirsi in pizzeria e mangiare con i loro cari i miei impasti.

Acqu’e Sale invece è il ristorante – pizzeria che ho aperto a Marina Piccola di Sorrento, a soli 5 metri dal mare. Qui propongo un tipo di cucina dove trovano apio spazio piatti a base di pesce freschissimo, primi piatti fatti in casa, secondi di mare e sfiziosi antipasti. E’ in questa che io definisco la mia “casa sempre aperta” che ho trovato la giusta ispirazione e ho cominciato a pensare alle variazioni di pizza: oggi nelle mie mani gli impasti assumono forme originali – frusta, fagotto, ciambella, bouquet, perline – frutto della mia creatività e di una lunga ricerca.

 

Hai scritto diversi libri come Passione Pizza” (2012, Lt editore) e “Fantasie di pizza” (2013, Lt editore), com’è stato cimentarsi nella scrittura?

Inizialmente mi sembrava difficile scrivere un libro. Poi ho pensato che con parole chiare, semplici e oneste sarebbe stato tutto più semplice. Così ho cominciato a dettare le mie ricette a mia moglie e da quel lavoro, fatto insieme, è nato il libro “Passione Pizza” che ad oggi conta 100.000 copie vendute. La soddisfazione più grande è stata ricevere tante email di ringraziamenti da parte di chi leggendolo ha poi aperto pizzerie in giro per il mondo, e anche da parte di chi in casa ha il piacere di riprodurre le mie ricette.

Non ti sei fatto mancare neanche la Tv, infatti sei stato giudice del talent televisivo “Alice Misterpizza”, in onda su Alice Tv ed hai partecipato in altre trasmissioni, che esperienze sono state?

Ho avuto la fortuna di essere stato contattato da Alice Tv, e anche la fortuna di essere considerato telegenico. In breve tempo è nato il programma “Piacere Pizza”, la prima trasmissione televisiva interamente dedicata alla pizza, raccontata in 100 puntate: durante ogni episodio impastavo davanti alle telecamere, spiegavo quali prodotti usare, quali farine scegliere e davo consigli per ottenere un buon impasto anche a casa. In seguito sono seguite altre trasmissioni come “Acqu’e Sale” un format nuovo composto da 20 puntate girate su un veliero che naviga tra Sorrento e Capri. Ho sfornato pizze avendo come panorama i faraglioni, ma non solo, sono stato scelto anche per esperienze televisive in La 7 e ogni anno sono ospite in trasmissioni televisive in RAI.

 

Tra le tante cose organizzi anche corsi di formazione riservati sia ad aspiranti pizzaioli ai pizzaioli più esperti, che vogliono migliorare la propria tecnica, cosa si prova ad insegnare?

Insegnare vuol dire trasmettere qualcosa e anche crescere insieme. Mi piace sia condividere la mia passione per la pizza con gli “amici” che mi seguono in tv e che vogliono affacciarsi nel mondo dei lievitati; ma mi da grande soddisfazione anche realizzare full immersion dedicate a colleghi pizzaioli, durante le quali non solo posso trasmettere le mie conoscenze, ma posso anche trovare nuova linfa ed entusiasmo per continuare a svolgere al meglio il mio lavoro.

 

Quali sono i consigli che daresti ad un giovane che si avvicina a questo mestiere?

Gli direi che ogni mattina deve svegliarsi pensando che dietro di lui c’è un leone che lo sta rincorrendo. Non ha altra scelta che correre.

 

Hai aperto “N’ata espressioni di pizza” a Milano dove ”Infrangere la regola, stravolgendo la forma – perché tonda non è un diktat!”, qual è il tuo obiettivo?

A cinquant’anni, con tre ristoranti di proprietà in attivo oltre all’azienda, venire a Milano è stata una scommessa. Volevo portare nella città più cosmopolita d’Italia la mia pizza e le mie variazioni: ciambelle, quadrotti, fagotti, ovali e perline farcite con le migliori materie prime della Penisola Sorrentina. Così a Febbraio del 2019 è cominciata l’avventura di “N’ata” nella centralissima Via Solferino, un locale di soli 30 coperti che garantisce un servizio tailor made, dove cioè ogni pizza non viene solo servita ma anche raccontata. Un indirizzo per pochi, per chi vuole veramente immergersi nel mondo dell’arte bianca, tra i profumi della mia Sorrento, e uscirne arricchito.

 

Quali sono i tuoi prossimi progetti?

Tra i nuovi progetti? Da un paio di mesi ho aggiunto un tassello importante della mia carriera portando le mie pizze in Sicilia: la pizzeria “Bocche di Fuoco” a Catania, in via Redentore 25, mi sta regalando grandi soddisfazioni e i catanesi dimostrano di apprezzare molto le mie creazioni. Per i progetti futuri…alla prossima intervista!