Convegno “ E-commerce – L’internazionalizzazione Digitale”, organizzato da Orogel e da Italia del Gusto, il consorzio che, oltre al gruppo cesenate, comprende le più importanti aziende del settore alimentare, tra cui Barilla, Rana, Lavazza e San Benedetto, per un volume d’affari che vale oltre 20 miliardi di euro, e che intraprende attività di promozione e comunicazione nei mercati internazionali.

“Nel mondo, l’e-commerce food&grocery vale 3 miliardi di euro, equivalente al 5% di tutto il mercato online – questo il quadro illustrato da Gianpaolo Fascina, senior partner di Gea –, percentuale che in Italia scende circa al 2%. Se da un lato permane la diffidenza dei consumatori nell’acquistare prodotti freschi online, dall’altro è vero che altri settori, da quello del vino ai surgelati, sono tra i più cercati. È evidente, del resto, come l’e-commerce, inteso nella pienezza del suo significato, ossia come canale in cui alla vendita diretta si affianca quella indiretta, rappresenti un’opportunità per le aziende del settore. Alcune statistiche indicano come la vendita offline (cioè diretta, ndr) stimolata dall’online rappresenti il 48% del totale del mercato del settore food&grocery”

Il digitale – ha ricordato Elisabetta Taverna, Industry Head Consumer Good di Google – dà grandi opportunità alle aziende del settore food&grocery perché consente loro di competere ad armi pari, indipendentemente dalla loro grandezza e dal loro potere economico. Imparare a usare gli strumenti che esso offre è dunque essenziale per ritagliarsi un proprio spazio”.

Quindi la conclusione è che la performance performance del comparto food&grocery in Italia, possono essere migliorate notevolmente e che  attualmente presentano un tasso di penetrazione della rete pari allo 0,25% con una domanda che arriva al 2%. Un dato che, del resto, ben si inquadra con la tendenza che vede l’Italia agli ultimi posti nella classifica dei mercati internazionali per valore (guidata da Cina e Stati Uniti che raggiungono rispettivamente i 566 e 437 miliardi di euro) e penetrazione online (4%) ma che le valgono un +17% (al terzo posto dopo Cina e India) per quanto riguarda le percentuali di crescita annua.