A un evento delle Pizzerie Centenarie ho avuto il piacere di conoscere il Ministro Alfonso Pecoraro Scanio, che da anni è attivo, sia per credo politico che umano, nella tutela delle materie prime alimentari e di conseguenza nella genuinità del cibo. Abbiamo voluto capirci di più intervistandolo.

La Sua attività da Politico si è sempre contraddistinta per la tutela ambientale e quindi della naturalezza in ogni aspetto, anche nel cibo. Come mai?

Ovviamente, il tema dell’ambiente è fondamentale perché noi siamo animali geofili, quindi viviamo nella e con la natura, perciò è naturale come esso debba essere un elemento fondamentale. Il cibo ne è un’altra perché noi siamo fatti di ciò che mangiamo. Quindi coniugare il tema dell’ambiente con quello dell’agricoltura è venuto naturale. Anche io da ragazzo, è ovvio, che ho iniziato prima di tutto a sostenere cause ecologiste. Per esempio l’area marina protetta di Castellabate dove io da bambino andavo a mare con i miei genitori, dove ho fatto a dodici/tredici anni il primo giornalino per tutelare la linea dell’area protetta, che poi ho costituito quando ero Ministro dell’ Ambiente tanti ma tanti anni dopo. Poi l’agricoltura è sempre stata, certo, soprattutto da leggere come l’amore per il Made in Italy, c’è sempre stato poi da Ministro è diventato qualcosa di più rilevante, riuscendo ad istituire qualche riforma.

Dare merito anche all’originarietà di ogni prodotto che contraddistingue il proprio territorio.

Ovvio che, poi, non basta amare il Made in Italy e la natura. La tracciabilità è un tema molto importante. Io sono riuscito ad imporre tra l’altro nella strategia europea, creando il cosiddetto “Principio di precauzione“, nell’epoca in cui, dopo l’emergenza mucca pazza venne naturale porsi il problema di come sapere da dove arrivasse tutto ciò che mangiavamo, nel caso specifico, da quale allevamento, anche cosa mangiavano gli animali degli stessi. Quindi la tracciabiità, vedere il prodotto da dove arriva è diventata una cosa importante. Oggi a questo si aggiunge anche l’attenzione a come viene fatto, in qualche modo la certificazione di prodotto ma anche di processo. Le matrici ambientali, che sono : “L’acqua, l’aria e il terreno:”, dove un prodotto viene coltivato e quindi poi l’identità territoriale, ecco perchè si parla di agricoltura identitaria, in questo,insoomma, io credo di avere il merito di aver avviato il riconoscimento di molte D.O. P. ed I.G.P., e aver varato il censimento di prodotti alimentari tradizionali, che è qualcosa di molto importante.

Celebre è stata la Sua campagna contro l’agropirateria, quanto la preoccupa e quali danni può creare?

L’agropirateria resta un problema rilevante! Tant’è vero che quello che oggi chiamiamo Italian Sounding porta un giro di affari di decine di miliardi di euro ogni anno che sono sottratti ai veri produttori italiani, siano essi agricoltori o trasformatori di prodotti agroalimentari. Quindi non solo io, come dire, inventai questo termine in un’intervista nel 2000 ma istituì la prima commissione a livello ministeriale che contrastava l’agropirateria. Sembra ovvio che bisogna fare di più! Bisogna agire a livello internazionale, bisogna migliorare la rete dei nostri consiglieri addetti nelle ambasciai, in modo che questo sia un impegno della rete diplomatica ! Bisogna utilizzare le migliori tecnologie per la tracciabilità.

Non preoccupa l’aspetto che, come ha spiegato il Senatore Sandro Ruotolo, è il core-business delle mafie, che potrebbero quindi attivarsi in ripercussioni, vendette o altro?

Le agromafie sono un altro lato di questo grande tema per voler riportare legalità in questo settore. La Coldiretti ha realizzato addirittura un osservatorio permanente, dove ci sono persone, miei amici che stimo, come l’ex Procuratore Giancarlo Caselli o Gianfranco Amendola ( anche lui ex Procuratore della Repubblica), quindi tutte le azioni contro le agromafie devono essere sempre molto intense! Perché sappiamo perfettamente che così come esistono le ecomafie, che usano i temi ambientali per generare profitti criminali anche dietro una serie di attività agricole, una serie di contraffazioni, oltre che dietro il circuito del caporalato, ci sono grandi elementi di malavita organizzata. Non a caso penso che il testo di legge riguardo il poter contrastare le agromafie deve essere approvato al più presto! Perché sono anni che vengono annunciati questi provvedimenti ma in realtà ancora non abbiamo visto l’esito finale di quella che viene chiamata: “La legge Caselli”. Perchè poi recepisce una serie di lavori di quest’osservatorio.

Lei è stato ospite al recente incontro con le Pizzerie Centenarie, riguardo alla realtà aumentata. Come questa può aiutare?

Sono cresciuti, certamente, i volumi del settore della Pizza e delle Pizzerie, soprattutto dopo il riconoscimento dell’arte del Pizzaiolo Napoletano Patrimonio Mondiale dell Unesco. Io so bene quanto è stata dura ed importante quella battaglia e quanto sia la favorevole ricaduta riguardo la credibilità di questo settore. Ma è ovvio che bisogna mantenere la Tradizione. Quindi il lavoro delle Pizzerie Centenarie, per esempio è stato molto utile in questa direzione, così come lo sono tutti coloro che mantengono una tradizione che dev’essere collegata alla cultura artigianale! Ed è proprio questa la grande differenza, rispetto alla pizza industriale che attualmente copre più del 95% delle pizze che si fanno al mondo o forse perfino di più. Noi abbiamo da affermare, da estendere questa Cultura, legata all’arte del Pizzaiolo napoletano, che prevede la cultura dell’artigianalità! Infatti ogni pizza è, seppur minimamente, diversa da un’altra perchè fatte a mano, una ad una e poi c’è il tema degli ingredienti, la qualità, la lievitazione, insomma tutto quello che è attorno ad una grande tradizione che è pluri-centenaria.

Essendo aumentata, non è più tanto reale e quindi va contro la naturalezza e ai Suoi valori politici. Come può essere accettata? Sicuramente sarà stato invitato, cosa l’ha spinta ad accettare l’invito?

Ho accettato l’invito di partecipare a questo evento delle Pizzerie Centenarie perché stimo molti dei protagonisti di questo gran lavoro ed ho avuto occasione, tra l’altro, di conoscere, di visitare pressoché tutti, i protagonisti di questa Associazione che punta alla conservazione di una Tradizione. Ovviamente credo che l’aumento del volume d’affari non debba mai andare a discapito della qualità. Anche perchè questo fa la differenza, tra mantenere una Cultura artigianale e scendere invece in un eccesso di proliferazione, di sigle, di cose, dietro le quali non ci sia anche l’artigiano. Ricordiamoci che poi quando parliamo di Pizzerie artigianali, come quando parliamo di Arte del Pizzaiolo Napoletano, parliamo del riconoscimento di una Tradizione, e di una Cultura artigianale. Infatti è il Pizzaiolo ad essere riconosciuto! La Pizza è il prodotto.

Gli obiettivi della moneta numismatica sono un affronto alla moneta europea con un senso di rivincita personale, come nazione o altro? Può essere una “buona scusa” per mettere in primo piano le nostre ricchezze non solo artistiche?

Innanzitutto ricordiamoci che la questione che la Zecca italiana ed il Poligrafico dello Stato abbiano dedicato una moneta, per la prima volta nella storia, all’arte del Pizzaiolo Napoletano, o meglio alla Pizza e mozzarella, perché la Moneta a questo è dedicata. Ha dato il via ad una serie di tradizioni enogastronomiche italiane, iniziate proprio con la Campania. È un bellissimo segnale, ovviamente, pur sempre, una collezione numismatica, quindi sono monete in questo caso paragonabili a 5€, un fior di conio, che hanno valore per i collezionisti, non sono monete di libera circolazione, né sono un qualcosa che debba essere messo in contraddizione con tutto il resto d Europa, perché tutt’altro! La Zecca italiana rende omaggio ad una grande tradizione, infatti in questi anni successivi è stato fatto omaggio alla Sicilia, l Emilia Romagna con altri prodotti dell’enogastronomia ed è importante che questa dedica del Poligrafico dello Stato, la Zecca Italiana, o meglio Zecca e Poligrafico sia stato fatto come inizio proprio dalla Campania. È un modo per rilanciare l’importanza dell’identità Enogastronomica italiana e non solo dei prodotti culturali? Ma questo è ovvio! Come è ovvio che sia ormai acquisita l’idea che l Italia, tra le grandi attrattive, a livello internazionale, ha, sicuramente, la cultura, grazie al grande patrimonio anche artistico e culturale, ma sicuramente anche quello enogastronomico, ed anche quello naturale per le sue biodiversità di cui ha il record, non a caso anche la Zecca rappresenti nelle Sue monete da collezione, anche queste altre bellezze, cioè non solo il Patrimonio culturale, ma anche quello enogastronomico e ambientale.

Si può credere che non sia tanto l’arte a essere la forza trainante italiana ma il food, dalle materie prime ai prodotti finiti?

Io non metterei mai in contraddizione le bellezze dell’Italia. Il Paese ha tantissima ricchezza. Quindi il patrimonio enogastronomico è sicuramente un grande valore, fa parte della biodiversità italiana. Questa nella tradizione Enogastronomica deriva da quella naturale che ci crea diversità anche tra e nei prodotti agricoli, infatti l Italia ha molti più Cultivar, viti o di ulivi rispetto ad altri paesi che pure hanno grandi produzioni di vino ed olio. Quindi significa che questa bellezza naturale del Paese crea quest’altra grande ricchezza. C’è anche una grande ricchezza del Patrimonio artistico culturale, i borghi, le tradizioni, c’è una grande ricchezza del Patrimonio naturale, perchè dalle Alpi a Pantelleria l Italia è ricca di ecosistemi diversi ed è il paese più ricco in Europa di biodiversità, quindi sicuramente, affermare che il food è un valore ed è uno dei biglietti da visita del nostro Paese è assoluto. Metterli in contraddizione è sbagliato perchè il Paese ha tante caratteristiche che lo rendono un paese unico.

Ringraziamo il Ministro per queste sue delucidazioni.