TERRA​, ​ACQUA​,​ ARIA​,​ FUOCO​… LUCE, FIORI, FRUTTA, RADICI…
Di cosa stiamo parlando? Di Agricoltura Biodinamica.

Esempio di campo coltivato secondo i dettami dell’agricoltura biodinamica

Cosa significa AGRICOLTURA BIODINAMICA?

ll termine “biodinamico” vuole dire: VITA, ossia “bio“, che si origina per l’attività di FORZE, ovvero “dinamica“.

I due principi fondamentali dell’agricoltura biodinamica
1) La qualità degli alimenti dipende dalla fertilità e dalla sanità della terra che si coltiva, 2) se si concima la terra con nitrati ed altre sostanze di sintesi, la terra perde la sua fertilità e si ammala. La formulazione e l’uso dei preparati biodinamici rappresentano uno dei fondamenti del metodo biodinamico.

Le origini dell’Agricoltura Biodinamica
La nascita dell’agricoltura biodinamica si può far risalire al famoso corso che Rudolf Steiner, fondatore dell’antroposofia*, tenne a Koberwitz (Slesia), nel 1924, ad un gruppo di agricoltori che gli chiedevano come intervenire sulla fertilità e vitalità dei terreni. (*Antroposofia: in greco antico significa la “sapienza dell’essere umano”, è una disciplina esoterica basata proprio sugli insegnamenti di Steiner).

L’agricoltura biodinamica, nata più di ottant’anni fa grazie alle intuizioni del filosofo austriaco Rudolf Steiner, secondo cui il terreno andava fertilizzato con prodotti organici di cui un’azienda agricola poteva disporre al suo interno (come ad esempio il letame), si basa su tecniche di produzione e di allevamento non invasive, che privilegiano il più possibile l’utilizzo di ingredienti naturali. Quindi una messa al bando totale di agenti chimici (fertilizzanti, pesticidi, erbicidi ecc.), di semi geneticamente modificati, di farine animali nei mangimi, ed un uso limitato di antibiotici da somministrare al bestiame. 

DATI – In Italia le aziende biodinamiche sono circa 4.500 e coprono 15mila ettari, ossia lo 0,11% della superficie agricola coltivata. 

Aspetti Positivi del BIODINAMICO: il concetto di organismo vivente, equilibrio, armonia.
L’azienda agricola deve essere considerata un organismo vivente, in cui ogni singola parte contribuisce al benessere del tutto. Così, accanto alle vigne ci devono essere gli animali d’allevamento, le api, le orticole, i cereali ecc., ovviamente nella coltivazione biodinamica è bandita, in maniera categorica, qualsiasi innovazione prodotta dalla scienza negli ultimi decenni: niente Ogm, niente fertilizzanti e fitosanitari di sintesi.

In breve i tre principi della biodinamica sono: mantenere la fertilità della terra, liberando in esse materie nutritive; rendere sane le piante in modo che possano resistere alle malattie e ai parassiti; produrre alimenti di qualità più alta possibile.
Nella visione della biodinamica l’azienda agricola è considerata un organismo a sé, a ciclo chiuso, i cui organi sono il suolo, le piante, gli animali, l’uomo, le acque: il tutto opera in armonia per aumentare la fertilità duratura del terreno e la qualità degli alimenti, per ridurre e gestire le problematiche fitosanitarie, per eliminare l’erosione del suolo, per aumentare la biodiversità, la conservazione delle specie autoctone e la bellezza del paesaggio. Il profondo legame con la natura, il rispetto dei suoi ritmi, lo studio delle forze cosmiche, l’uso di preparati specifici e l’innovativa tecnica di compostaggio permettono agli agricoltori biodinamici di abolire l’utilizzo di fertilizzanti minerali sintetici e di pesticidi.

Aspetti Negativi del BIODINAMICO: l’approccio ​non ​standard alla scienza e l’uso di preparati basati sulle influenze cosmiche​.

Letame fermentato nei corni di vacca: prende il nome di “preparato 500” o “cornoletame” che come dice la parola stessa consiste in letame messo in un corno di vacca (almeno primipara) seppellito e lasciato per tutto l’inverno e recuperato nel periodo pasquale.

Oltre ad una pratica agronomica basata sulla rotazione tra colture, sulla concimazione vegetale attraverso i sovesci (ossia l’interramento di colture allo scopo di mantenere o aumentare la fertilità del terreno), sull’assenza di trattamenti chimici secondo protocolli che ricalcano in parte quelli dell’agricoltura biologica, la biodinamica parla anche apertamente di influenze astrali, di energie cosmiche che devono essere attivate grazie alle forze nascoste della natura ed all’azione dei corpi celesti ecc..

Le varie operazioni agricole sono quindi dettate da un preciso calendario lunare e planetario, in cui sono indicati con una serie di figure i giorni più propizi alla semina, alla raccolta, alla potatura ed alla trasformazione dei prodotti ecc..

Calendario Ciclo Agricoltura Biodinamica

Il calendario biodinamico di Maria Thun si basa sul ciclo lunare periodico. Maria Thun scoprì che la pianta sviluppa tutte le sue parti, radici, foglie, fiori e frutti, in relazione alla posizione della luna al momento della semina; inoltre osservò che quando la luna transita in determinati segni zodiacali è più probabile che la pianta sviluppi la parte radicale durante la semina o sviluppi fiori e/o frutti se la luna sta transitando in altri segni, ecc..

Maria Thun (1922-2012), è stata un’appassionata oltre che una studiosa di agricoltura biodinamica
(la “scienza” che cerca di trovare una correlazione tra i corpi celesti e la vita sulla terra con un occhio particolare agli influssi che il Sole, la Luna e gli altri corpi celesti hanno sulle coltivazioni).

Mentre l’influenza astrale ed in particolare della Luna richiama metodi ancestrali seguiti da tempo immemore dai contadini, la biodinamica introduce alcune prassi più controverse, come l’uso dei cosiddetti preparati. Sono nove in tutto, ma i più celebri sono due: il corno-letame e il corno-silice, rispettivamente noti come preparato 500 e 501. Il primo è costituito da letame di vacca infilato nel cavo di un corno proveniente da una vacca che abbia partorito almeno una volta. Dopo essere stato riempito, il corno è sotterrato e lasciato a fermentare durante l’inverno. Recuperato in primavera, il contenuto trasformato in humus viene diluito in acqua di pozzo (“dinamizzato” secondo la definizione della biodinamica) ed irrorato sui campi con l’obiettivo dichiarato di rinvigorire il terreno. Il corno-silice è costituito invece da polvere di quarzo lasciata sotterrata in un corno e poi diluita in acqua e spruzzata direttamente sulle piante nei mesi invernali per stimolare la fruttificazione ed i processi legati alla fotosintesi.

IL FUTURO

Agricoltura Convenzionale versus Agricoltura Biodinamica

Dobbiamo puntare su nanotecnologie, tecniche di manipolazione genetica e sviluppo di varietà più resistenti ed adatte al nuovo contesto climatico, oppure avere un’attenzione più marcata verso il rispetto degli ecosistemi, la biodiversità, la sostenibilità? 

I fautori della prima scuola, quella convenzionale, sostengono che la seconda, quella biodinamica, non sarebbe mai in grado di garantire la sicurezza alimentare ad una popolazione mondiale in crescita; quelli della seconda insistono che l’agricoltura convenzionale ha mostrato da tempo i suoi limiti, producendo danni ambientali e sociali largamente più rilevanti dei benefici iniziali. I primi affermano che solo attraverso la tecnologia si potrà ottenere un’agricoltura più sostenibile, che consumi meno suolo e richieda meno acqua e sia di conseguenza più amica dell’ambiente. I secondi ribattono che l’agricoltura si è avvalsa di tecniche rigenerative per migliaia di anni e che solo nel secondo dopoguerra si è deciso di renderla intensiva attraverso un processo di industrializzazione che ha spezzato i cicli naturali, puntando sulle monocolture e sulla chimica.

Modelli agricoli a confronto

ll primo, quello convenzionale, è basato sulla chimica e sul cosiddetto ciclo azoto-fosforo-potassio; il secondo è basato maggiormente su un approccio rigenerativo ed un’attenzione alla fertilità del suolo
Il primo è figlio della rivoluzione verde lanciata nel secondo dopoguerra dallo scienziato statunitense Norman Borlaug, che attraverso la selezione genetica e l’uso di fertilizzanti di sintesi ha aumentato in modo rilevante le rese e la produttività dei campi, permettendo di salvare da fame e malnutrizione centinaia di milioni di persone, ma consumando le risorse dell’ambiente.

La biodinamica rappresenta la frontiera più estrema di quest’ultimo modello, che trova varie e difformi declinazioni – dal biologico all’agroecologico, per arrivare all’agricoltura organica e rigenerativa – tutte improntate ad una riduzione dell’impatto che l’agricoltura ha sugli ecosistemi in termini di inquinamento delle falde acquifere e dei terreni.

Non possiamo ignorare il fatto che l’agricoltura convenzionale spinge per la monocultura, che impoverisce il terreno. L’azienda deve, invece, essere considerata un piccolo ecosistema, in cui la chiave fondamentale è la biodiversità, perché questo modo di produzione è l’unico che permette di lasciare ai posteri un ambiente non devastato!

Biologico versus Biodinamico: le differenze

Il biologico ha come obiettivo principale il ritorno ad una coltivazione della terra rispettosa della natura e dell’ambiente sfruttando la naturale fertilità dei terreni e seguendo il ritmo delle stagioni.
Nel biodinamico c’è in aggiunta, una connotazione metafisica e spirituale, ossia il produttore biodinamico deve conoscere gli effetti della luna e di alcuni pianeti sulle coltivazioni; deve anche seguire il calendario biodinamico, il tutto coadiuvato dall’utilizzo dei preparati biodinamici.

Cosa è più dannoso per ambiente e salute umana, un preparato naturale biodinamico o un erbicida chimico come il glifosato?

IL FUTURO DELL’AGRICOLTURA BIODINAMICA? Un pilastro del concetto di economia circolare.

La biodinamica sostiene un’agricoltura ecologica in cui la produzione agraria ha come obiettivo l’incremento non della quantità, ma della qualità dei prodotti, il rispetto dell’ambiente e della salute umana, e l’armonia della comunità civile. Questo significa produrre con maggiore efficienza e minore impatto ambientale, ridurre la distanza tra luoghi di produzione e consumo, adottare diete più salutari, e favorire la ridistribuzione del cibo, per dare ad ognuno alimenti a sufficienza e di buona qualità. L’agroecologia, paradigma emergente delle agricolture biologiche, è il sistema più promettente per avviare l’ecosistema agrario alla piena sostenibilità. Agroecologia significa utilizzare pratiche che valorizzano e proteggono le risorse naturali e la biodiversità e le sinergie tra microrganismi, piante e animali, riducendo fortemente gli input esterni industriali ottenendo al contempo produzioni stabili e di elevata qualità. L’agricoltura biodinamica mette in pratica tutto ciò e diventa un pilastro del concetto di economia circolare.

IL MERCATO ATTUALE

AGRICOLTURA: cresce export per quella biodinamica, + 14% (dati rif. ANSA anno 2021).

Modello redditizio per le produzioni di eccellenza italiane. La crescita del mercato estero per i prodotti biodinamici italiani è stata del 14% e di quello interno del 9%.

Nel settore enoico, i vini biodinamici, naturali, biologici, organici e vegani hanno trovato ampiamente spazio negli ultimi anni, a fronte di un sempre maggiore interesse da parte del pubblico.
CRESCE IL CONSUMO DI VINI BIODINAMICI IN ITALIA

Continua ad aumentare in Italia anche il consumo di vino biologico e biodinamico.

La pandemia ha accelerato un processo già in corso, ottime previsioni per tutti i mercati chiave e consumatori disposti a pagare il 30% in più per una bottiglia bio e biodinamica.

Il mio pensiero

Il metodo scientifico mira a raggiungere la conoscenza della realtà oggettiva, affidabile e verificabile che può essere generalmente condivisa.

Naturalmente ogni agricoltore, nel rispetto delle leggi vigenti in materia, può coltivare con il metodo che preferisce, ma le istituzioni pubbliche che hanno il compito di produrre ricerca e cultura basandosi sul metodo sperimentale, non possono proporre alla società civile teorie non supportate da evidenze scientifiche. Solo attraverso l’innovazione tecnologica e la ricerca scientifica è possibile coniugare le esigenze della produttività agricola con la salubrità dei raccolti e la salvaguardia dell’ambiente.

Credo che le aziende biodinamiche non inquinino; anzi, sono sostenibili e hanno un approccio agronomico interessante; se poi i produttori ululano alla luna prima di imbottigliare il vino od usano preparati strani, a me poco importa; magari queste pratiche non servono a molto, ma fanno meno danni di molteplici trattamenti chimici nel terreno. E poi qual è la differenza con i vigneti del Brunello che crescono sulle note delle sinfonie di Wolfgang Amadeus Mozart?