Abbiamo chiesto ad un esperto del mondo del vino, il sommelier Gianni Piezzo, napoletano DOC, sommelier del ristorante due stelle Michelin “La Torre del saracino“, un paio di consigli su cosa abbinare ad alcuni piatti della tradizione.

La Pasqua è ormai alle porte, tanti sono i piatti tipici della cucina napoletana e tante le tradizioni che non possono assolutamente essere messe da parte. Il mondo enogastronomico è bello proprio perchè è vario e tanti sono gli abbinamenti possibili.

La “fellata”

Rappresenta il tipico pranzo del sabato prima di Pasqua. Il termine “fellata” si riferisce al fatto che il patto è composto da fette di vari salumi e formaggi, tra cui non possono assolutamente mancare il salame napoletano, il capocollo, la ricotta salata e le uova sode, anch’esse tagliate rigorosamente a spicchi o a fette. Abbinamento perfetto?

Un Lambrusco secco, un Gragnano o un Lettere, oppure ancora, una Bonarda dell’Oltrepò Pavese.

Carciofi “mammarelle” alla napoletana.

Carciofo dalle grosse dimensioni, rappresentato dalle foglie carnose e spesse, tipico del periodo compreso tra Marzo ed Aprile. Servito principalmente come antipasto, la farcitura alla napoletana prevede un composto base di pangrattato, pecorino, aglio e prezzemolo tritato a cui vengono aggiunti olive e capperi o acciughe.

Li serviamo accompagnandoli ad un Gin Tonic, preparato con ghiacchio e rosmarino.

La crostata di tagliolini

Piatto ricco e corposo, perfetto per le gite fuori porta. La ricetta è presente in ogni agenda napoletana di famiglia, custodita gelosamente. Un piatto che non può mancare e che mette sicuramente d’accordo grandi e piccini. Cotta rigorosamente al forno, è una vera e propria crostata di pasta, arricchita con panna, formaggio, carne tritata e piselli.

Il sommelier ci ha suggerito un vino bianco che sia poco acido , ma che sia morbido, in modo da avvolegere il palato delicatamente. Esempio? Un Pinot gris alsaziano, Domaine Weinbach.

Agnello con patate

L’agnello è da tempo presente nella cultura napoletana la domenica di Pasqua. Nella maggior parte dei casi si cucina con patate e piselli. La scelta non è casuale. Le patate ed i piselli , infatti, danno quel tocco di tendenza “dolce” al piatto, smorzando così quello che è il tipico sentore selvatico dell’agnello. Il piatto diventa a questo punto, più saporito e delicato.

Per questo motivo, il sommelier ci suggerisce di abbinare un vino rosso, che sia vecchio, quindi che sia austero, ma non troppo, che sia asciutto ma non tannico. Esempio? Un Barbaresco oppure un Brunello di Montalcino (invecchiati almeno 7 anni)

La minestra maritata

Zuppa tipica, che non può mancare il giorno di Pasqua. Viene così definita, in quanto gli ingredienti che la compongono si sposano perfettamente tra loro. Esistono varie versioni, molto legate ovviamente a quelle che sono le tradizioni familiari, tramandate da generazione a generazione. Principalmente è costituita comunque da bietole, scarole, parmigiano, e carne bianca ( pollo o gallina). Può anche essere servita alla fine del pranzo, avendo appunto, una consistenza brodosa.

Il sommelier ci ha consigliato di abbinare un Tè Pu’Erh, thè nero fermentato, dal sapore deciso.

Momento dolce: pastiera e colomba

La Pastiera Il momento più atteso dai golosi.

La pastiera, simbolo partenopeo per eccellenza, tramandata dalla sirena Partenope in persona o secondo altre versioni, nata da una ricetta di una suora nel convento dei benedettini di San Gregorio Armeno. Composta da un mix perfetto di pasta frolla, ricotta, grano, latte e uova, fa gola un pò a tutti. Il sommelier consiglia in abbinamento un Tokaji 5 puttonyos.

La colomba. Dolce lievitato, anche in questo caso ci sono più ricette ed interpretazioni. Dalla classica versione con uvetta e canditi, a quelle farcite con creme di vario tipo (caffè, cioccolato, pistacchio ecc)

Abbinamento perfetto con uno Chenin blanc della Loira.

E voi? cosa abbinate? Tanti auguri di una Serena Pasqua!