Il Birrificio IBEER trionfa all’International Beer Challenge di Londra

Annoverato tra i concorsi birrari più importanti e prestigiosi a livello internazionale l’International Beer Challenge si svolge a Londra con cadenza annuale. La giuria è selezionata tra esperti degustatori, beerwriter e professionisti del settore che assaggiano alla cieca numerosi campioni che arrivano da tutto il mondo. Ideatore del premio e presidente di giuria c’è Jeff Evans, autore di numerosi libri birrari e tra gli opinion leader più ascoltati nel Regno Unito. L’edizione 2021 ha visto un risultato a dir poco clamoroso per il birrificio marchigiano IBEER, fondato nel 2015 da Giovanna Merloni, imprenditrice e birraia formatasi nella scuola di specializzazione Doemens Akademie di Monaco di Baviera e detentrice del titolo di Miglior Biersommelier d’Italia vinto nel 2019.

Pioggia di medaglie per lei e il suo staff da Londra. Ben dieci delle sue birre hanno ricevuto una medaglia. Il massimo riconoscimento, la medaglia d’oro, è stata ottenuta dalla El Dorado, un’American Bitter da 5,2% vol dal profumo intenso e dal corpo secco e dissetante con un gradevole e persistente retrogusto amaro donatole dal blend di luppoli americani.

Quattro invece gli argenti ottenuti rispettivamente da Uniko, imponente barley wine da 14,5% vol con aggiunta di uve di Verdicchio e lunga maturazione, 18 mesi, in barrique di rovere; La Bionda, golden ale da 5,5% vol caratterizzata dall’uso del luppolo aromatico Nelson Sauvin che le regala gentili note vinose; A Testa In Giù, una Italian Grape Ale da 9% vol prodotta seguendo il Metodo Classico e con l’aggiunta di mosto di Lacrima di Morro d’Alba, fermentata in acciaio per due mesi e lasciata a riposare per 18 mesi sulle pupitre; Million Reasons, sorprendente saison da 5,4% vol speziata con rooibos, una varietà di tè rosso africano particolarmente dissetante.

Infine cinque le medaglie di bronzo che il Birrificio IBEER porta a casa da Londra. Rispettivamente da Ipils, pilsner d’ispirazione tedesca da 4,5% vol; Donna di Cuori, English Red Ale da 5,5% vol di classico stampo britannico; Edvige, weizen non filtrata da 4,6% vol e dalle intense note speziate e di frutta gialla; Kia Kaha, Pacific Pale Ale da 6,3% vol prodotta utilizzando esclusivamente luppoli australiani e neozelandesi e un pizzico di pepe varietà Murray; Bee Bock, una bock al miele da 7,5% vol realizzata con l’aggiunta di miele di melata prodotto localmente.

Un risultato dunque straordinario, che premia un birrificio ancora giovane ma che, con i riconoscimenti ottenuti in un concorso internazionale del valore dell’International Beer Challenge, ha dimostrato di saper eccellere in categorie molto diverse tra loro. Una conferma ulteriore del valore e dell’eccellenza del birrificio marchigiano IBEER, di Giovanna merloni e del suo staff.

Riepilogo medaglie dall’International Beer Challenge 2021.

Medaglia di Bronzo
[] Donna di Cuori
[] Edvige
[] Kia Kaha
[] Bee Bock
[] IPils

Medaglia d’Argento
[] A Testa In Giù
[] Uniko
[] Million Reasons
[] La Bionda

Medaglia d’Oro
[] El Dorado

IBEER – Birrificio Agricolo
Il birrificio artigianale IBEER nasce nel 2015, sulle colline marchigiane nei pressi di Fabriano, per volontà di Giovanna Merloni, imprenditrice innamorata della birra e del suo ciclo produttivo che ha studiato presso la prestigiosa Doemens Akademie di Monaco di Baviera. Mastro birraio, biersommelier certificata, ha vinto il campionato italiano nel 2019, e socia dell’Associazione Le Donne della Birra, Giovanna segue quotidianamente il lavoro in produzione: dalla coltivazione dell’orzo nei sei ettari che circondano il birrificio fino al confezionamento delle sue birre che continuano a riscuotere successi internazionali.


IBEER-Birrificio Agricolo
Località Collegiglioni, 54
Fabriano (Ancona)
ibeer.it
info@ibeer.it

A BACOLI IL 4° CAMPIONATO MONDIALE DI PIZZA ETICA E VEGANA

L’Istituto francese “Greg Brotcorne Pizza School”, con sede a Lille (Francia), in collaborazione con il Label Qualitè “Compagnon Pizzaiolo”, è lieto di presentare la 4a edizione del Campionato Mondiale di pizza Etica e Vegana, che si terrà il 6 e 7 dicembre 2021, a Villa Eubea, Bacoli (NA), location di prestigio, situata nella magnifica cornice del Parco Regionale dei Campi Flegrei.

La manifestazione godrà del supporto di associazioni ed aziende, locali e regionali, che, con orgoglio, hanno accettato di partecipare, sposando in pieno la filosofia che il Maestro pizzaiolo Gregory Brotcorne e la sua partner, Sig.ra Loredana Murenu, portano in giro per il mondo da più di 10 anni.

COS’E LA PIZZA ETICA

Il maestro Gregory è un fervente sostenitore del cibo sano, della salvaguardia delle specie (animali e vegetali) in via di estinzione, delle secolari tradizioni contadine e dell’artigianalità. Vegano da sempre, la sua passione per l’arte bianca lo porta a studi approfonditi sulla tradizione della pizza napoletana e sulle farine, con lo scopo di ottenere un prodotto finale buono e sano, come quello dei nostri nonni e dei nostri padri: impasto artigianale con lievito madre vivo o fermentazione controllata, utilizzando una farina “sana”, a basso contenuto di fitosanitari agricoli, capace di ottimizzare l’assimilazione di carboidrati e glutine.

Con questo ideale, nasce il suo blend di farina napoletana, con il marchio,  “Rockstar”,  accuratamente studiato al fine di ottenere un prodotto di massima qualità. Con essa il maestro percorre le strade, attraverso il mondo, ottenendo riscontri positivi e di successo presso tutti i professionisti dell’ arte bianca che l’hanno adottata.

In occasione dell’evento, sarà presentata la birra artigianale napoletana “Rockstar”, realizzata in collaborazione con i migliori artigiani birrai napoletani, studiata dal maestro Brotcorne e destinata al mercato estero.

La ricetta culinaria di una pizza etica o vegana è strettamente legata ai territori, con l’utilizzo di prodotti di stagione, lavorati in modo artigianale e nel rispetto delle regole di salvaguardia e sostenibilità. Non a caso la scelta dei Campi Flegrei per ospitare l’evento. Numerose sono state le visite, in loco, degli organizzatori, alla scoperta delle eccellenze del nostro territorio e delle secolari tradizioni perpetrate dai produttori locali.

Positivamente colpiti, hanno deciso di condividere le loro scoperte con il resto dei “compagnon pizzaiolo” che arriveranno da ogni dove per un confronto con i professionisti italiani, che, a loro volta, avranno modo di scoprire ciò che di meglio le piccole produzioni dell’ esagono hanno da offrire. Un gemellaggio Italia-Francia all’insegna dell’alta qualità, dove l’etica diventa una vera e propria filosofia di vita, nel rispetto della salute, dell’ambiente e della biodiversità.

Coadiuvati dalla Chef napoletana Angela D’Esposito, food writer, ex-imprenditrice parigina  e personal chef di volti noti dello “showbiz” francese e nazionalitaliani, gli organizzatori hanno costituito una giuria d’eccezione capitanata dal Maestro Pizzaiuolo Luca Doro, personaggio di spicco dell’ Arte Bianca, Ambasciatore del Gusto, sostenitore dei presidi Slow Food e portavoce nel mondo della salvaguardia dei grani antichi, dei cereali diversi e della biodiversità dei territori. Sostenitore delle “terre di lavoro”, il suo cavallo di battaglia è la pizza dell’  Alleanza 81047, (codice postale della sua terra natia, Macerata Campania CE), nata con lo scopo di riunire e salvaguardare l’operato dei piccoli produttori locali, altrimenti destinati a scomparire. Di recente, la sua nomina ad Ambasciatore dell’ Italian Taste dal Consolato Italiano in Francia, a Nizza.

LA GIURIA:

Presidente Maestro Luca Doro

Chef Angela D’Esposito

Maestri Pizzaioli

Errico Porzio

Mario Matarazzo

Alain Leclercq-Polveche

Salvatore Catapano

Saverio Miranda

Emanuele Contardi

Enzo De Paolis

PROGRAMMA

6 dicembre 2021

ore 9h30 Inaugurazione

ore 10h   Inizio della gara di Pizza Etica

ore 19h   Premiazione

La sera del 6 dicembre, al termine della premiazione, la chef Angelina delizierà tutti gli ospiti in un cooking-show con degustazione, all’insegna della pura tradizione partenopea: PASTA e CECI, in collaborazione con il Pastificio MARULO di Torre Annunziata e l’utilizzo dei Ceci di Cicerale biologici, Presidio Slow Food.

7 dicembre 2021

ore 10h   Inizio della gara di Pizza Vegana

ore 18h   Premiazione

La sera del 7 dicembre, dopo la chiusura delle gare, una “pizzata” sarà organizzata per festeggiare il 4° anniversario della nomina dell’Arte del Pizzaiuolo napoletano come patrimonio immateriale dell’umanità dall’UNESCO, con la partecipazione straordinaria del vice Campione del Mondo 2019 della pizza napoletana STG, Maestro Mario Matarazzo.

9-10-11 dicembre 2021, presso la sala conferenze della Villa Eubea, tutti i giudici terranno delle Masterclass esclusive (sold out) in cui verranno trattati differenti argomenti inerenti le rispettive competenze e specialità in materia di pizza e cucina etica.

Il Campionato si svolgerà in forma privata e l’accesso sarà consentito esclusivamente su invito.

PARTNERS DELL’ EVENTO

Institut Greg Brotcorne Pizza School Compagnon Pizzaiolo

www.compagnon-pizzaiolo.com

“Rockstar” birra e farina napoletana

Molini Pizzuti

www.molinipizzuti.it

Forni Visciano

www.fornivisciano.it

Sud Forni

www.sudforni.it

Forni Murenu

 

Cumadoro (frutti della terra dei Campi Flegrei)

www.cumadoro.it

Associazione Pomodoro Cannellino Flegreo

www.pomodorocannellinoflegreo.com

Sammy pomodoro San Marzano DOP

www.pomodorinisammy.com

Pastificio Marulo

www.pastificiomarulo.com

Muntlion di Raffaele Ragosta artigiano del legno Made in Italy

Novalberg

www.novalberg.it

Caseificio Ponticorvo

www.caseificioponticorvo.com

Vigne Sannite

www.vignesannite.it

Villa Eubea

www.villaeubea.it

Foodmakers.it (media partner)

www.foodmakers.it

Info ed iscrizione:

loredana@compagnon-pizzaiolo.com

tel. +33 6 43 61 93 27

Coordinator:

Chef Angela D’Esposito

Tel. +39 3923152635

Chefangelina@libero.it

@chefangelina_official

Lombardi 1892 a Via Foria a Napoli: una nuova pizza e un nuovo piatto a menù

Giovedì 2 dicembre alle ore 20:30 alla pizzeria Lombardi 1892 a Via Foria verrà presentata per la prima volta una nuova pizza: la “Chianchetella”

Crema di funghi porcini, radicchio, fior di latte, pancetta, burrata, parmigiano, basilico e scaglie per una pizza che porta il nome di un paesino in provincia di Avellino dove i cugini Enrico e Carlo Alberto Lombardi, quinta generazione della storica dinastia di pizzaioli, andavano sin da bambini alla ricerca di funghi.

Una pizza che sa di ricordi ed è omaggio all’infanzia e alla famiglia, come ogni pizza del menù dei Lombardi.

Insieme alla “Chianchetella” gli ospiti proveranno anche un altro piatto, new entry del menù: la “Tianella” una pasta e fagioli alla pescatora con calamaro, polpo, vongole, cozze e gamberone.

Alle nuove proposte del menù, in questa serata di degustazione, verranno abbinati vini della selezione Mastroberardino, azienda con cui la famiglia Lombardi coltiva da sempre rapporti di collaborazione e stima reciproca.

La Pizzeria Lombardi 1892 a Via Foria

Una storia semplice e lineare, che affonda le sue radici alla fine dell’ 800 e che arriva a noi attraverso 5 generazioni, tramandando nomi, valori, passione e mestiere.

Sulle pareti tante foto, padri e figli che si somigliano: il locale conserva delle caratteristiche strutturali e ornamentali che sono ormai patrimonio artistico della nostra città difese anche dalla sovrintendenza come reperto storico.

Il racconto dell’ultima generazione si intreccia con le speranze della prima che ha dato vita a questa dinastia e che, con il trisavolo Errico, viaggia fino in America portando la pizza nel nuovo mondo.

La quinta generazione: Enrico e Carlo Alberto Lombardi

Nati lo stesso giorno con un anno di differenza, fianco a fianco come i loro padri, i cugini Enrico e Carlo Alberto Lombardi rappresentano la quinta generazione di questa storica dinastia di pizzaioli. Una nuova generazione che già oggi ha oltre venti anni di collaborazione nell’azienda di famiglia.

I cugini Lombardi riportano la gestione del locale al banco: una visione imprenditoriale e manageriale ma con le mani in pasta. Ogni giorno gestire pizzeria e ristorante ricoprendo in primis il ruolo di pizzaioli interpretando il banco come la regia dell’intera attività.

La quinta generazione arriva ad essere il riferimento del locale dopo anni di gavetta cominciata nel 2001, imparando da ogni pizzaiolo, da ogni figura di riferimento, con la consapevolezza e l’umiltà che il mestiere seppur tramandato va imparato, coltivato.

Il rinnovamento della quinta generazione

Al centro del lavoro di questi ultimi anni c’è il cliente: dall’accoglienza al servizio, al raccontare delle proposte, essere al banco ma tenere grande attenzione alla sala, con una presenza tra i tavoli atten-ta e continua.

Enrico e Carlo Alberto investono energie e studio mettendo a punto una pizza che abbia caratteri-stiche ben precise, che sia riconoscibile: puntano su impasti tradizionali ma allo stesso tempo inno-vativi perchè fatti con blend di farine arricchite, con lievitazioni molto lunghe che rendono gli impasti stessi fragranti e friabili ed è così che la pizza diventa il punto di forza dell’intera offerta dei Lombar-di. Oggi ancora più di ieri.

“Dalle vecchie generazioni portiamo sacrificio e passione, siamo nati al banco e continueremo a raccontarci da lì” sostengono i Lombardi

La grande sfida dei due cugini è quella di rappresentare l’enorme bagaglio storico di cui sono ultima espressione ed accompagnarlo, rinforzandolo e rinnovandolo nello scenario futuro.

Un rinnovamento articolato e difficile di cui si sono fatti completamente carico e che gli affida un peso non facile sulle spalle ma che portano avanti ogni giorno.

Nei progetti della quinta generazione c’è l’ampliamento dei locali di via Foria, per dar vita ad uno spazio nuovo che racconti con una prospettiva innovativa e funzionale, una storia di famiglia che ogni giorno si rinnova.

Entrate dai Lombardi, respirate il profumo della vera pizza napoletana che sa di cultura e di identità. E che attraversa il tempo senza fermarsi perché la storia, questa storia, è destinata a continuare.

MURÁ – Arriva a Prato un’idea di locale differente

Non è un ristorante, non è un cocktail bar, non è uno studio d’artisti. MURÁ è questo e altro: è una novità. Una proposta innovativa nel pieno centro storico di Prato.

Il proposito è scardinare il concetto di locale monotematico in favore di una prospettiva più ampia, fluida, senza confini. Una formula ideata da Aldo Settembrini a partire dall’esperienza di Villa Vittoria a Firenze e dall’incontro con l’idea gastronomica di Foody Farm.

L’innovazione parte dal cibo, ecco perché MURÁ ha scelto proprio Foody Farm come partner food ufficiale. Una proposta che si basa sulla rivisitazione della tradizione toscana: i sapori di sempre portati in una tavola fuori dagli schemi. Un’elaborazione creativa di gusto ed estetica che fa del piacere del cibo un’esperienza completa.

L’offerta beverage non sarà da meno. Con una carta dei vini ricchissima: più di 70 le etichette toscane, italiane ed europee. E una lista ambiziosa di cocktail creativi.

Specialità da gustare e da bere in spazi inaspettati. Uno di questi sarà interamente a cura di Murran Billi – artista e tatuatore di fama internazionale. La prima zona del locale ospiterà un vero e proprio tattoo studio d’artista, plasmato dalla creatività del noto tatuatore e aperto ai visitatori di MURÁ, per un’esperienza carica di contaminazioni innovative.

«Qui a MURÁ le uniche barriere che ci siamo imposti sono la bellezza delle antiche mura che attraversano il locale per tutta la lunghezza», spiega così la filosofia di MURÁ Antonio D’Onofrio, insieme a tutto lo staff: al bancone lo spirito creativo di Joffrey e il suo shaker fumante, ad accogliere in sala Domenico – sempre pronto per una sciabolata dopo cena.

A proposito di architettura, MURÁ sarà una commistione di stili d’arredamento e design con una grande personalità, unica nel suo genere. Il progetto di ristrutturazione – alla firma dello studio Q-BIC di Marco e Luca Baldini – ha conservato il carattere solenne delle mura del XII secolo e ne ha avvicinato il profilo allo stile contemporary industrial. Le percezioni ruvide del cemento e i toni freddi e sofisticati del metallo incontrano ampie vetrate luminose e pezzi d’arredo d’autore. Un locale audace.

Perché MURÁ sa solo quello che non è. Questa l’idea creativa alla base dell’identità visiva e della campagna di comunicazione interamente a cura dell’agenzia Instant Love di Torino e Firenze.

«“Non è un ristorante” è stato il primo passo per spiegare il concetto dietro MURÁ, per creare una campagna originale e fuori dagli schemi, per declinare la pluralità e l’innovazione nel mondo digitale e reale: dai sacchetti del pane al sito web, dal menù-poster alla campagna stampa», spiega il team creativo di Instant Love.

Dentro MURÁ vivono tante anime diverse che si esprimono in un’offerta generosa ed eclettica sia nel settore food&beverage che nelle forme d’intrattenimento.

Gli avventori potranno gustare e sorseggiare le specialità food&drink sempre accompagnati da musica dal vivo. Artisti e DJ set si alterneranno in una tracklist di esibizioni ed eventi musicali sempre aggiornata per creare l’atmosfera giusta. Oltre al cibo e alla musica, gli ospiti potranno vivere esperienze sempre nuove a stretto contatto con l’arte in tutte le sue forme. La prima, di grande d’impatto all’ingresso: l’opera dell’artista Antonio Massarutto, un pesce appeso al soffitto, un’imponente scultura plasmata dalla lavorazione del fil di ferro.

Aperto tutte le sere e sabato e domenica per pranzo, MURÁ sarà un’esperienza di contrasti e sinestesie, un locale destinato a lasciare il segno e riscrivere le regole del gioco.

MURÁ è pronto ad aprire le porte a breve: l’appuntamento è a martedì 14 dicembre alle 18.00 in Piazza San Marco 24 per l’inaugurazione ufficiale.

Il modo migliore per non perdere tutte le novità (e si prospettano tante) e le future evoluzioni di MURÁ è seguire le pagine social e tenere d’occhio il sito ufficiale.

Orapesce lancia il nuovo logo

Orapesce, prima start-up italiana di fish delivery online che consegna a casa dei clienti pesce fresco pescato e già pulito dei mari italiani oltre ad una selezione di specialità ittiche internazionali e una linea cotto chiamata INSIEME, rinnova la sua immagine con un nuovo logo.

“Siamo una realtà per sua natura flessibile, dinamica e sempre in evoluzione, tesa a raccontare e far vivere l’esperienza del pesce con trasparenza e rispettocommenta Giacomo Bedetti, Founder e Presidente di Orapesce. Ci siamo resi conto della necessità di dare forma al cambiamento che stiamo vivendo in questa fase della nostra storia aziendale: abbiamo deciso, così, di rinnovare il logo per dargli un tono più fresco e moderno, pur se in un’ottica di continuità e riconoscibilità. Ma il logo è solo l’aspetto esteriore. Dietro a tutto quello che facciamo c’è sempre il cuore di Orapesce, costituito dalle persone e dalla passione che le guida ogni giorno. Ci piace dire, infatti, che siamo digitali ma con una forte componente umana, volta ad eliminare le barriere e a fornire un’esperienza culinaria sempre più innovativa”.

Il rebranding, ideato da RBA Design, riflette l’evoluzione di Orapesce e il dinamismo con cui sta stabilendo la rotta per offrire momenti di consumo di pesce in maniera sana, facile e completa. È stato scelto in continuità rispetto al passato ma rivisto negli elementi principali per rendere il marchio più all’avanguardia in ambito digitale e nelle nuove applicazioni. Il nuovo logo vede la conferma dei colori che da sempre contraddistinguono Orapesce, ossia il blu, l’azzurro, il celeste e l’arancio.

È stato graficamente valorizzato il simbolo del pesce, a sottolineare la centralità della materia prima fornita da Orapesce sia sotto forma di pescato fresco che nei prodotti pronti.

Resta invariato, invece, il pay off “Dal pescatore a casa tua”, che riflette l’obiettivo di Orapesce di essere un ponte sicuro e diretto tra i clienti e le cooperative di pescatori da cui si rifornisce quotidianamente.

Con il nuovo logo, Orapesce vuole esprimere al meglio i suoi valori aziendali. Primo fra tutti il rispetto per il cliente in tutte le fasi di acquisto, la filiera e il territorio, nonché la qualità dei prodotti, che non vengono mai sottoposti a processi industriali, conservandone così la genuinità delle proprietà all’origine. Orapesce si impegna, poi, a una totale trasparenza nell’offrire materie prime di alta qualità, con schede prodotto precise e dettagli sulla tracciabilità e sul prezzo.

Riconosciuta anche dai clienti è l’affidabilità di Orapesce, che fornisce ogni giorno tutte le informazioni per permettere un acquisto di pesce in sicurezza, con consegne nel minor tempo possibile e nel pieno rispetto delle regole di conservazione. Non meno rilevante è anche il valore della vicinanza, espressa nell’impegno di accompagnare i clienti in tutte le fasi del processo di acquisto, garantendo un livello di servizio attento anche dopo l’arrivo del pesce a casa, valore strettamente legato anche all’amore per la cucina italiana.

Infine, la forte spinta innovativa come valore fondante, che guida ogni azione e attività di Orapesce, espressa in una piattaforma e-commerce sempre più rispondente alle esigenze dei consumatori ma anche nei servizi di consegna sempre più efficienti.