Un nuovo modo per vendere e comprare prodotti a km zero, si chiama “L’alveare che dice si“.

Un  social network di gruppi d’acquisto, presente sul territorio nazionale e non solo. La sharing economy ed internet a favore della crescita del paese e di progetti ad alto impatto sociale e perché no, che sostengono i piccoli artigiani ed imprenditori del territorio.

Mi sono imbattuta con piacere in “L’alveare che dice si” al Festival della Sharing Economy a Ferrara lo scorso maggio. Entusiasmo, determinazione, semplicità sono solo alcune caratteristiche che hanno catturato la mia attenzione. Eugenio, il fondatore della startup italiana ha accettato con piacere un confronto diretto in merito al progetto ed ecco qui cosa è emerso 😉

L’alveare che dice si: l’idea nasce in Francia per approdare in seguito anche in Italia

Oggigiorno tutti parlano di filiera corta e km zero ed i benefit associati a questo stile di consumo sono bene noti. Quando pero’ poi si chiede ad amici, vicini e parenti “dove compri?”, “dove fai la spesa”? la risposta è sempre la stessa : Auchan, Esselunga, Carrefour … Questo perché lo stile di vita di cui sopra è sicuramente tentante, ma è ancora difficilmente accessibile: caro, scomodo, poco flessibile!

L’Alveare che dice si nasce dall’esigenza di viralizzare la filiera corta e renderla accessibile alle masse.

Il progetto trae le sue origini in Francia, dove la prima “Ruche” (Alveare francese) è nata circa 5 anni fa. Eugenio, fondatore della start-up italiana, ha scoperto quasi per caso l’iniziativa nel suo quartiere di Parigi e, affascinato dalla bellezza del progetto, ha deciso di lasciare la sua vita nella ville Lumière e tornare in Italia a svilupparlo.

roll-up

Eugenio, quante persone lavorano quotidianamente ed attivamente nel team?

Siamo sei ad oggi, e veniamo da percorsi radicalmente diversi: dall’università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo a filosofia, da architettura ad ingegneria aerospaziale. Tutti però con la stessa volontà : cambiare vita e investirsi con tanta motivazione in questo fantastico progetto

L’etica, l’impatto sociale, lo sviluppo del territorio: qual è la vostra “mission”?

L’Alveare che dice Sì! promuove un‘agricoltura sana ed etica, un modello di consumo sostenibile per l‘ambiente, e l’appoggio dei piccoli produttori e dell‘economia locali.

Come funziona?

I produttori locali presenti nel raggio di 250 km si iscrivono al portale e si uniscono in un “Alveare”, mettendo in vendita online i loro prodotti: frutta, verdura, carne, formaggi. I consumatori che si registrano sul sito posso acquistare ciò che desiderano presso l’Alveare più vicino casa, scegliendo direttamente sulla piattaforma. E una volta a settimana agricoltori locali e comunità di consumatori si ritrovano creando dei minuscoli mercati temporanei a Km 0.

L’Alveare NON è un intermediario nel mondo del cibo, ma una piattaforma in cui i produttori si affacciano per vendere direttamente ai clienti finali.

La differenza è enorme: nel mondo degli Alveari è il contadino che fa il prezzo…e il prezzo è appunto “contadino”!

Non solo, il produttore consegna di persona i prodotti nelle mani dei clienti. La distribuzione è dunque un momento molto conviviale, in cui si incontrano le altre persone del quartiere e i produttori, e spesso si assaggiano prodotti nuovi o piccole specialità.

Qual’è il modello di Business dell’Alveare che dice si!?

L’ 8,35% del fatturato va all’Alveare che dice si, per lo sviluppo della piattaforma e il lavoro di creazione della rete degli Alveari.
Un altro 8,35% del fatturato va al Gestore dell’Alveare, ovvero quella persona che si occupa di radunare una comunità d’acquisto e un team di produttori locali, e di vegliare a che la distribuzione dei prodotti avvenga senza problemi

Il restante 83,3% va interamente al produttore, che è libero di stabilire il suo prezzo.

Questo modello permette di conservare il 100% del fatturato in Italia, e più del 90% sul territorio dove operano produttori e gestore.

Quanti alveari sono attualmente attivi in Italia?

Il team è stato creato a settembre 2015 e la start-up è nata ufficialmente a dicembre 2015.
Ad oggi abbiamo già più di 60 Alveari in tutta Italia, operativi o in costruzione. Roma, Milano, Napoli, Ragusa… Gli Alveari stanno spuntando un po‘ ovunque!
Contiamo ad oggi 150 produttori e 7000 persone iscritte alla piattaforma.
Diciamo quindi che l’inizio è più che buono. Ma, appunto, è solo un inizio: il lavoro da fare resta enorme e la sfida per riuscire questa mini-rivoluzione è ancora aperta.

Perchè scegliere l’alveare che dice si?

Dipende se sei un cliente o un produttore.
 

Se sei un cliente scegli l’Alveare perché è un nuovo modo di fare la spesa carino, sano e divertente. Non hai nessuna spesa di iscrizione e nessun limite minimo o obbligo d’acquisto. E il prezzo è praticamente contadino!

Se sei un produttore lo scegli perché hai un canale di vendita senza costi fissi che ti permette di accedere direttamente al consumatore finale e valorizzare al meglio il tuo prodotto.

Se poi vuoi davvero investirti un pochino puoi diventare Gestore: scegli qualche produttore della tua zona, ne parli ad amici, vicini e parenti e il gioco è fatto. Ti divertirai e guadagnerai un compenso complementare.

Cosa cercate per crescere ancor di più? 

In primis comunicazione e awareness: il nostro modello è vincente per tutti, ma bisogna che la gente lo conosca, se no di sicuro non può accedervi. Serve quindi tanta comunicazione

E poi cerchiamo Gestori d’Alveare che vogliano portare nelle loro regioni questa mini-rivoluzione del Food

Io son già entrata in contatto con l’Alveare della mia città e tu che aspetti?

Se anche tu credi nel valore del nostro paese e nelle qualità dei prodotti locali, condividi l’articolo e prendi parte insieme a noi a questa mini-rivoluzione 🙂 #FoodMakers

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