Giornalista e Anchor di Rainews24 della prima edizione dell’alba (h 5.15), in onda a reti unificate su RaiNews, Rai Uno e Rai Tre. Un lavoro che la entusiasma e per il quale ha fatto tanta gavetta, partendo dalle emittenti locali e producendo anche programmi televisivi.

L’abbiamo intervistata e parlato di Food.

 

Raccontaci brevemente la tua storia professionale?

Ho una lunga gavetta alle spalle. Ho iniziato giovanissima dalle piccole TV campane, essendo di origine canadese ma di adozione salernitana. Dopo essermi laureata in Lingue e Letterature Straniere, sono diventata giornalista professionista. Mi è piaciuto sempre sperimentare e prima di approdare alla conduzione dei Tg ho affrontato vari argomenti. Per tanti anni mi sono occupata di terzo settore, sociale, diritti umani, attualità, cronaca. E prima ancora, ho condotto programmi di cultura, cinema, salute, turismo, moda, spettacolo, agricoltura. Insomma abbastanza per crescere in questo mestiere.

Per lavoro immagino avrai girato molti paesi stranieri, quale quello dove si mangia meglio e perchè?

Ho viaggiato tanto sia per lavoro che per diletto. Scoprire il mondo e le sue diversità è una delle mie passioni. Ma per quanto riguarda il cibo, purtroppo non mi è facile degustare i piatti autoctoni e spesso mi ritrovo a mangiare le solite cose e ad attingere dalla cucina internazionale. Comunque cerco sempre di assaggiare qualche pietanza tipica almeno per capire una parte della loro cultura. Sono affezionata però alla cucina mediterranea, non dimentichiamo che l’UNESCO nel 2010 l’ha riconosciuta come patrimonio dell’umanità. Si tratta di uno stile alimentare molto sano che vieta di saltare la colazione, privilegia i carboidrati, accanto alla carne bianca e al pesce che non consumo mai insieme ai latticini e i legumi.

jo fontanaQual è il tuo rapporto con il cibo?

Diciamo che ho instaurato un rapporto sano con il cibo. Mangio in maniera consapevole, quando il mio corpo lo richiede.  Cerco di non tenere in casa il cosiddetto cibo spazzatura che in genere è quello che genera maggiori tentazioni. Comunque mi concedo un po’ di tutto, seppure con moderazione. Ho un applicazione sul cellulare che mi aiuta a tenere sotto controllo le calorie ingerite e quelle consumate grazie allo sport che pratico. Quando capita di eccedere, il giorno successivo mangio solitamente verdure cotte, frutta e centrifugati.

Cucini? Se si quale il tuo piatto forte?

Cucinare mi distende, perciò nel weekend mi diletto ai fornelli.     Durante la settimana invece vado sempre di corsa e spesso mangio insalate di frutta, verdura o panini. Prediligo solitamente la cucina espressa, fatta al momento come spaghetti pomodorini e basilico, rigatoni con tonno e pesto, spaghetti con la colatura di alici.. insomma tutto ciò che non impiega troppo tempo. Il mio piatto forte? L’ emozione, cioè qualsiasi pietanza che riesca a trasmettere una sensazione in grado di migliorare la nostra vita in quel momento.

Hai studiato e vissuto a Salerno immagino che tu abbia un buon ricordo dei piatti del sud….ad esempio?

Il sud è nel mio dna….. amo la cucina mediterranea, in questo caso quella salernitana e cilentana. Ricorda la vita semplice e il sapore di ingredienti freschi. Una cucina ricca di verdure, legumi, olio d’oliva, formaggi, carne e pesce. Combina il buon cibo con lo stare a tavola a lungo e in allegria. Ricordo la cosidetta “pizza chiena”, farcita con salumi e formaggio, paccheri con cozze e broccoli, spaghetti con i totani, scialatielli con zucchine e gamberi. Famosi anche i cavatielli al ragù, ovvero una tipica pasta fatta in casa dalle donne del luogo utilizzando ingredienti molto semplici come acqua, farina e sale. Inoltre essendo un po’ golosa, mi concedevo qualche volta le buonissime sfogliatelle di Bellosguardo D.O.P, una variante della riccia napoletana.

 

Da addetta ai lavori che ne pensi della spettacolarizzazione della cucina a seguito di Masterchef e tutti gli altri programmi? Forse stiamo esagerando?

Parlare di cucina è diventato di moda . E’ vero, stiamo assistendo ad un fenomeno di spettacolarizzazione del mestiere dello chef. Ma il tema della cucina è stato per molto tempo emarginato, ora è tornato prepotentemente all’attenzione ed è stato in qualche modo sdoganato. Al di là degli aspetti nutrizionali, la cucina trasmette i valori identitari, sociali di una comunità. Alla base c’è la necessità di riappropriarsi di certi saperi che abbiamo perduto, così come la manualità delle nostre nonne. Pertanto va bene cosi’…..