I giovani alla conquista dell’agricoltura

L’obiettivo è battere la disoccupazione giovanile puntando sulla agricoltura, le risorse per farlo sono sul tavolo: in questi giorni sta entrando nel vivo un piano in più azioni da 160 milioni lanciato dal Ministero delle Politiche Agricole. L’obiettivo principale è quello di far nascere una generazione di nuovi imprenditori capaci di sfruttare le opportunità del mercato, attraverso  le start up sull’agroalimentare, sfruttando l’e-commerce e stimolare il legame tra turismo e “green economy”.

Ci sono diversi possibilità: si parte dai 20 milioni in un fondo Private Equity destinati a finanziare start up nel settore agricolo, agroalimentare e pesca; 80 milioni stanziati con il progetto Campolibero finalizzato al rilancio dell’agricoltura italiana e al ricambio generazionale all’interno del settore primario,  è una misura che  include la concessione di mutui a tasso zero per investimenti e detrazioni fiscali per gli affitti dei terreni agricoli agli under 35, introducono novità di rilievo in materia di lavoro e assunzioni, semplificazioni, sicurezza e innovazione d’impresa. Infine 60 milioni andranno invece a finanziare mutui a tasso agevolato fino a 30 anni di durata, per l’acquisto di aziende agricole da parte di giovani che vogliono diventare imprenditori (il bando sarà aperto a marzo).

L’agricoltura rappresenta quel settore che, nell’ultimo anno, da cui è arrivata gran parte della nuova occupazione: oltre 35 mila posti in più fra settembre 2014 e 2015, di cui quasi 20 mila fra gli under trenta (in crescita del 12,7 per cento).

Quindi investire nell’agricoltura non rappresenta più un ritorno al passato ma uno sgurado sul futuro del paese.

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Luigi Cristiani

Luigi Cristiani

Laureato in Economia, ha poi conseguito un MBA presso lo Stoà. Lavora in Enel Green Power dove si occupa di pianificazione e controllo . Dal 2010 scrive su diversi blog di economia e finanza (Il Denaro, La prima pietra, HUB Magazine), inoltre collabora con il “Controllo di gestione” (rivista IPSOA). Cura la rubrica FOOD ECONOMY, cercando di spiegare grazie alla “forza dei numeri” fenomeni e tendenze dell’industria che ruota attorno al cibo.

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