La tedesca BayWa e l’austriaca RWA, entrambe leader nel settore delle forniture agricole (con un fatturato totale di circa 20 miliardi di euro) hanno acquistato delle quote societarie di Evja startup napoletana attiva nel settore Smart Agriculture.

L’operazione chiude un percorso iniziato nell’estate del 2016 con il programma di accelerazione di RWA, che aveva scelto Evja come una delle 4 migliori start-up agri-food del mondo.

Evja ha avuto origine ad Acerra nell’estate 2015, la startup ha sviluppato Opi (acronimo di Osserva, Previeni, Intervieni.), un Sistema di Supporto Decisionale per aziende agricole, infatti tramite tali sensori installati in campo, l’agricoltore può controllare in tempo reale e ovunque si trovi tutti valori strategici delle colture, come temperatura, umidità, radiazione solare e bagnatura della foglia. . Inoltre, grazie ad algoritmi sviluppati da Evja, sono accessibili anche informazioni di alto livello che suggeriscono ad esempio il momento migliore per irrigare e il rischio che un determinato patogeno attacchi le piante – tra i quali spicca il modello predittivo per la peronospora delle baby leaves, un’esclusiva assoluta in Europa. Il risultato è un risparmio di tempo e risorse idriche, e l’ottenimento di un prodotto più salubre grazie all’inferiore utilizzo di prodotti chimici.

Evja è stata supportata dal Comune di Napoli, grazie al programma Vulcanicamente, ed è così che ha avuto accesso ai primi fondi. È stata poi la volta di vari programmi di accelerazione come TIM WCAP di Telecom Italia e Agro Innovation Lab di RWA, una azienda austriaca tra le più grandi di forniture agricole.

Nell’autunno 2016 il progetto è stato scelto per il Startbootcamp Foodtech. Uno degli eventi più importante per Evja è stato il World Agri-tech Summit, che si è svolto lo scorso marzo a San Francisco, in cui rappresentarono l’Italia, in compagnia di altre nove aziende americane.