EatLimmo: gli scarti alimentari diventano cibo

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Due ragazzi messicani Enrique Gonzáles, 27 anni, e Flavio Siller, 26, sono i co-fondatori di EatLimmo, una startup di Monterrey, che dalle bucce, dagli avanzi e dai semi di mango si potesse ricavare di nuovo del cibo. Una polvere dall’alto contenuto nutrizionale, nello specifico, da usare come ingrediente addirittura per i prodotti da forno.

La polvere di EatLimmo è utilizzata in diversi modi: come dolcificante  al posto della pectina  nelle marmellate e nelle gelatine, come emulsionante in pasticceria in modo tale da sostituire il 50% delle uova e dei grassi di solito impiegate.

 EatLimmo prende i semi e bucce, la parte più nutriente del frutto, trasforma quelle parti normalmente scartate in ingredienti funzionali a prezzi accessibili. Come Gonzalez ha detto Fast Company , “Se si va a una piccola città qui in Messico, forse non c’è acqua corrente né elettricità, ma si possono trovare Twinkies.” Anche se non pensa che ci si possa sbarazzare dei Twinkies, si può fare un può fare del bene alle persone che lo mangiano.

Ad oggi tutta la produzione, viene usato mezza tonnellata di scarti di mango alla settimana, è effettuata con la collaborazione della Griffith Laboratories.

Gonzáles ha detto durante un intervista a Forbes che:” La nostra missione è nutrire dieci miliardi di persone entro il 2050 in modo salutare, conveniente e sostenibile”. Stanno considerando anche l’utilizzo di scarti di avocado ed altri frutti tropicali, in tal modo  EatLimmo combatte anche gli sprechi alimentari che è noto incide in maniera determinante sul riscaldamento globale, infatti produrre cibo che poi viene buttato equivale all’immissione in atmosfera di 3,3 miliardi di tonnellate di anidride carbonica ogni anno.

Fortunatamente EatLimmo non  rappresenta un unicum, infatti possiamo menzionare Regrained, nata da un idea di due studenti dell’UCLA Jordan Shwartz e Dan Kurzrock, che tavolette ai cereali ricavate dagli scarti della produzione della birra.

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Luigi Cristiani

Luigi Cristiani

Laureato in Economia, ha poi conseguito un MBA presso lo Stoà. Lavora in Enel Green Power dove si occupa di pianificazione e controllo . Dal 2010 scrive su diversi blog di economia e finanza (Il Denaro, La prima pietra, HUB Magazine), inoltre collabora con il “Controllo di gestione” (rivista IPSOA). Cura la rubrica FOOD ECONOMY, cercando di spiegare grazie alla “forza dei numeri” fenomeni e tendenze dell’industria che ruota attorno al cibo.
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